Si conclude con quattro condanne per omicidio colposo, il processo sul suicidio di una 16enne leccese avvenuto il 19 giugno del 2019 in una comunità di Andria. la ragazza si sarebbe impiccata usando una cinghia e davanti alle telecamere di sorveglianza.
Sono stati condannati ad 1 anno ciascuno (con sospensione della pena condizionata al pagamento di una provvisionale entro il termine stabilito ) dal tribunale di Trani, al termine del processo di primo grado: il responsabile della struttura, un educatore professionale, un’infermiera e un operatore socio sanitario, poiché la ragazza si sarebbe impiccata usando una cinghia e davanti alle telecamere di sorveglianza.
Gli imputati dovranno anche risarcire i familiari della vittima, con 50mila euro di provvisionale ciascuno, mentre il resto sarà quantificato in separata sede. (insieme al consorzio come responsabile civile). Sono difesi dall’avvocato Giangregorio De Pascalis e potranno fare ricorso in Appello. Le parti civili erano assistite dagli avvocati Massimo Bellini e Pasquale Merola.
Va detto che durante le indagini spuntò un filmato di un rapporto sessuale avuto dalla ragazza, mentre era ubriaca, due anni prima, con il fidanzato e un suo amico, generando il dubbio che alla base del gesto estremo potesse esserci stato anche la diffusione del video. Ai due ragazzi furono contestati i reati di pornografia minorile e violenza sessuale di gruppo, ma ottennero l’estinzione del reato dopo la messa alla prova, che andò a buon fine.