Dunque, mettiamoci comodi. Perché quella andata in scena al Mapei Stadium di Reggio Emilia tra Sassuolo e Lecce non è stata solo una partita di calcio. È stata la sublimazione di una scienza esatta, un dogma che andrebbe studiato prima a Coverciano poi nei palazzi del calciomercato e, contemporaneamente, nei migliori centri di studi esoterici del mondo. Parliamo de “lu culu te Corvinu”.
Ricapitoliamo il film thriller vissuto nelle ultime ore, sia dagli osannatori che dai detrattori di ‘Don Pantaleo’. Il Lecce si presenta a Reggio Emilia contro il Sassuolo con l’obbligo di vincere. La Cremonese di Marco Giampaolo (uno che notoriamente non molla mai, figuriamoci a un centimetro dal traguardo) fa il suo dovere a Udine, trascinata da quel ragazzino di belle speranze di nome Jamie Vardy. Ansia? Terrore? Spettro della Serie B? Macché… Il Lecce vince 3-2. All’ ultimo secondo, all’ ultimo respiro. Quando tutto sembrava finito…E qui scatta il capolavoro del destino, o meglio, del “culo del Direttore”.
Chi di Cheddira ferisce…
Fino a ieri, il ritornello nelle piazze e sui social era chiaro, un coro unanime e straziante:
“Corvino ha indebolito la squadra! Ha venduto Krstovic all’Atalanta per fare cassa e ci ha lasciati senza attacco! Dove sono i bomber da serie A?!”

Ebbene, la risposta è arrivata direttamente sul campo. Doppietta devastante di Walid Cheddira. Sì, proprio lui, l’oggetto misterioso del mercato invernale, quello che secondo i soliti soloni non avrebbe segnato nemmeno con le mani. Ma siccome la fortuna è cieca, ma la Provvidenza Corviniana ci vede benissimo, al 93′ ecco il colpo di grazia: il gol del 3-2 definitivo porta la firma di Stulic. Proprio quel “ripiego” arrivato nel mercato estivo tra lo scetticismo generale e i pianti greci della tifoseria.

Insomma, i due attaccanti più criticati della gestione corviniana confezionano i tre punti che valgono mezza permanenza in paradiso. Se non è “culu” questo, diteci voi cos’è.
Pantaleo, dal canto suo, immaginiamo stia già preparando la prossima conferenza stampa, guardando tutti dall’alto in basso con quel sorriso di chi la sa lunga, lunghissima.
I calcoli dell’ultimo secondo
Ora, a 90 minuti dalla fine del campionato, la classifica recita: Lecce a +1 sulla Cremonese. Un vantaggio minimo, ma che profuma già di miracolo.
Guardiamo all’ultimo turno con l’ottimismo che solo una botta di fortuna del genere può dare:
– la Cremonese dovrà vedersela contro un Como letteralmente indemoniato, che corre a mille all’ora per artigliare uno storico piazzamento in Champions League.
– Il Lecce ospiterà al Via del Mare il Genoa di Daniele De Rossi, una squadra ormai già ampiamente salva, tranquilla e senza particolari assilli di classifica.
Siamo ad un passo dall’ennesimo capolavoro societario. Un miracolo sportivo costruito sui bilanci attivi, sulle scommesse vinte e, sì, anche su quella leggendaria e mistica componente che a Lecce chiamano rispettosamente fortuna, ma che per tutti rimarrà per sempre… lu culu te Corvinu.