Operazione antidroga “Fiori di Primavera”. Chiusa l’inchiesta con 41 indagati


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La Procura chiude l’inchiesta sull’operazione antidroga sull’asse Italia Albania, denominata “Fiori di Primavera”.

Complessivamente sono 41 le persone indagate, di cui quattro della provincia di Lecce.

Nell’avviso compaiono i nomi dei 27 arrestati ( in prevalenza di origine albanese). E poi vi sono, altri nominativi, tra cui: i 27enni Pamela Bono e Giancarlo Guarini, 27enne, residenti a Castro; Vito Penza, 32 anni di Lecce. I tre, a piede libero, rispondono unicamente del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Alcuni arrestati (di cui la maggior parte è irreperibile) sono stati ascoltati, nei giorni scorsi dal gip Michele Toriello e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Alessandro Costantini Dal Sant, Alexia Pinto, Giuseppe De Luca, Benedetto Scippa e Ladislao Massari.

L’operazione

Si chiama “Fiori di Primavera” l’operazione che, alle prime luci dell’alba della mattinata di martedì, ha permesso di sgominare quattro distinti gruppi criminali italo-albanesi responsabili di traffico internazionale di stupefacenti, detenzione e introduzione nel territorio nazionale di armi e munizioni da guerra e portare all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ed emessa dal Gip a carico di 27 persone (di cui 21 albanesi e 6 italiane).

Il modus operandi

Le indagini, durate quasi due anni, hanno permesso di identificare e catturare i capisaldi dei gruppi criminali, quasi tutti albanesi, che commissionavano ingenti quantitativi di droga da smerciare in tutta Italia ed in altri Paesi europei.

Dalle indagini è emerso un inquietante spaccato della criminalità albanese in grado di garantire ingenti forniture di droga da destinare al mercato europeo (specialmente Germania e Svizzera), di cui, il Salento rappresenta uno snodo cruciale, complice anche la favorevole posizione geografica di vera e propria “Porta d’Oriente”.