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Igiene e cani nelle spiagge libere, i bagnanti leccesi si lamentano

by Redazione
23 Agosto 2017 16:25
in Attualità
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Molti proprietari di cani portano i loro piccoli amici nelle spiagge libere. L’arsura, del resto, viene avvertita anche dal “migliore amico dell’uomo”. Semplice il ragionamento:«Dove porto Fido che non sopporta la calura di questi giorni? Ma al mare, naturalmente. Non nello stabilimento balneare dove il gestore ha vietato la presenza degli animali sull’arenile. Allora gli faccio fare il bagno nella spiaggia libera, adiacente allo stabilimento, dove nessuno può dire niente». 
 
La cosiddetta “spiaggia libera”, del resto, viene istituita dal “Piano delle coste” che prevede almeno il 50% della lunghezza fronte mare libera da concessioni e servitù. Molti cittadini per vari motivi, non possono frequentare uno stabilimento balneare, sdraiati su un lettino sotto un ombrellone. Per questo la Regione ha destinato loro degli spazi, dove vale la stessa ordinanza della Capitaneria di Porto, che non ammette la presenza di animali nei luoghi frequentati dai bagnanti.
 
Sulle spiagge libere di Torre Chianca, Spiaggiabella, Frigole, solo per rimanere sulle coste leccesi, i cani di proprietà sono di casa. Ma il motivo è un altro. La bestia, anche se giocherellona e non pericolosa, deve soddisfare le sue esigenze fisiologiche. E non sembra affatto molto igienico nuotare accanto a un cane che, magari, ha rilasciato i suoi bisogni. Il padrone, il più delle volte, se ne frega e “regala” agli altri la presenza spesso invadente del suo cane.
 
Venerdì scorso, ad esempio, un bagnante ha protestato con il proprietario di un cane. Per poco non venivano alle mani. Purtroppo in quei momenti non vi sono Vigili urbani, uomini della Capitaneria o Forze di polizia e, anche se si chiamano, è difficile immaginare che possano venire sulla sabbia infuocata di una spiaggia libera solo per impedire a un cane di fare il bagnetto. Da qui, l’appello di “Salute Salento” ai sindaci e alle istituzioni interessate”: un numero telefonico dove poter segnalare questo tipo di trasgressioni. Sarebbe anche un bel passo avanti di civiltà per il nostro turismo.

Tags: rischio-infezioni-sulle-spiagge
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