La prima cosa che ho fatto prima di partire per l’Islanda è stata controllare le fotografie di giugno. Prati verdi, giornate lunghissime, turisti davanti alle cascate. Poi ho guardato il calendario: avevo alcuni giorni liberi in primavera. Ho smesso di cercare di replicare quelle immagini e ho deciso di vedere che cosa mi avrebbe offerto l’isola in quel periodo.
Per questo, ho scelto uno dei tour dell’Islanda con guida italiana proposti da Boscolo Viaggi, un percorso di cinque giorni dedicato alla Costa Sud. Mi interessava visitare luoghi celebri come Þingvellir, Gullfoss e Jökulsárlón, ma soprattutto capire se la primavera avrebbe cambiato il modo di viverli. La risposta è stata meno scontata di “c’è meno gente“.
Viaggi in Islanda in primavera: Þingvellir e Gullfoss prima dell’estate
A Þingvellir mi sono fermata lungo il sentiero a guardare una lingua di neve rimasta nell’ombra della roccia. Intorno, il terreno aveva colori spenti, fra il bruno e il giallo: niente verde acceso da cartolina. Eppure, la scena non sembrava incompleta. Le fessure nella roccia, il terreno scuro, l’acqua che attraversa la pianura risaltavano ancora di più.
Sul Circolo d’Oro nessuno può garantire di essere soli, neppure ad aprile. Anche noi abbiamo incontrato altri visitatori, soprattutto nei punti più famosi. La differenza stava nelle pause: un momento per tornare a osservare Strokkur dopo il primo getto, qualche minuto vicino a Gullfoss senza la smania di ottenere subito la fotografia perfetta.
Visit Iceland, l’ente ufficiale di promozione turistica, descrive la primavera come una fase intermedia, con giornate sempre più lunghe e località che possono risultare più tranquille rispetto ai picchi stagionali. Sul posto ho capito quanto sia importante quel “possono“: non è una promessa di solitudine, ma una possibilità da cogliere quando capita.
Viaggiare in Islanda fuori stagione: le sorprese della Costa Sud
A Vík ho scoperto che la spiaggia nera ha ben poco bisogno di filtri fotografici. La sabbia scura, la schiuma bianca e i faraglioni di Reynisdrangur bastano a occupare lo sguardo. Sono rimasta qualche minuto a osservare il movimento delle onde a distanza prudente: sulla costa il mare può essere pericoloso e non vale la pena avvicinarsi per uno scatto.
Il tratto verso Jökulsárlón mi ha regalato un’altra sorpresa. Non tanto gli iceberg nella laguna, che aspettavo di vedere da mesi, quanto il tempo trascorso sulla vicina Spiaggia dei Diamanti. I pezzi di ghiaccio depositati sulla sabbia erano diversissimi fra loro: alcuni opachi, altri quasi trasparenti. Mi sono accorta di seguire con gli occhi un frammento che l’acqua spostava avanti e indietro. Non avevo fretta di cambiare soggetto.
La primavera, però, non offre automaticamente tutte le attività estive. Per esempio, nel programma Boscolo la navigazione sulla laguna è prevista solo per alcune partenze di maggio e giugno. È una differenza che vale la pena conoscere: io ho apprezzato la passeggiata sulle rive, senza immaginare che ogni periodo consenta esattamente le stesse esperienze.
Viaggi organizzati in Islanda: una pausa al caldo tra serre e acque geotermiche
Una delle soste più curiose non aveva niente a che fare con una cascata. Nel tour Boscolo si visita una serra riscaldata grazie all’energia geotermica, dove si coltivano ortaggi anche durante i mesi freddi. Dopo tanti chilometri di paesaggi aperti, entrare in un ambiente di coltivazione e assaggiare una zuppa calda mi è sembrato un modo molto concreto di incontrare l’Islanda.
La Laguna Blu è stata una pausa diversa. Nell’acqua calda, con il bordo della vasca e la roccia lavica tutt’intorno, ho smesso per un po’ di controllare l’ora. Prima di partire pensavo che il bagno termale fosse una semplice parentesi di relax. In primavera, dopo giornate passate prevalentemente all’aperto, l’ho apprezzato come cambio di ritmo.
Viaggi in Islanda fuori stagione: cosa rifarei senza aspettare l’estate
L’ultima passeggiata a Reykjavík è stata anche l’occasione per cominciare a pensare a un possibile ritorno. Dopo Hallgrímskirkja, Harpa e il porto vecchio, mi sono concessa ancora qualche ora tra le strade della capitale, fermandomi in un locale e godendomi la città. E mentre ripensavo ai giorni trascorsi sull’isola, mi sono resa conto che c’erano ancora parecchie esperienze che avrei voluto provare.
Tornerei quindi volentieri con Boscolo, magari scegliendo un altro tour guidato, questa volta per vivere un viaggio in Islanda con aurora boreale. So bene che l’avvistamento non è garantito, ma l’idea di scoprire gli stessi luoghi durante l’inverno, con atmosfere e attività differenti, mi incuriosisce parecchio.
La primavera mi ha regalato un primo incontro con l’isola decisamente soddisfacente. E ora ho già un buon motivo per tornarci, senza sentire il bisogno di aspettare l’estate.






