Momenti di altissima tensione ed estremo pericolo quelli vissuti nella giornata di ieri, 2 ottobre 2026, all’interno del carcere di Borgo San Nicola a Lecce. I gravi disordini scoppiati nella struttura penitenziaria confermano uno stato di emergenza non più sostenibile, come denunciato con fermezza dai sindacati di Polizia Penitenziaria FSA CNPP e SPP Puglia.
La dinamica: agente accerchiato e scontro con bastoni
Attorno alle ore 13:30, un gruppo di reclusi ha accerchiato l’agente di servizio nel tentativo di portare a termine una vera e propria spedizione punitiva contro una fazione rivale. Lo scontro si è trasformato in una violenta rissa, durante la quale sono stati utilizzati anche bastoni rudimentali. Secondo le prime ricostruzioni, la faida ha coinvolto esponenti appartenenti a clan malavitosi contrapposti, non legati alla criminalità locale salentina ma provenienti da altre zone.
Le cause: il controllo di droga e cellulari introdotti con i droni
Alla base del violento scontro ci sarebbe la lotta per il controllo dei traffici illeciti all’interno dell’istituto penitenziario, in particolare per lo spaccio di sostanze stupefacenti e la gestione di telefoni cellulari. Strumenti e materiale che, come i sindacati denunciano da tempo, vengono continuamente introdotti illegalmente tramite droni.
Il sangue freddo dell’agente evita la tragedia
L’episodio non è degenerato in conseguenze ancora più gravi solo grazie alla prontezza dell’operatore coinvolto. Un grande plauso va all’agente accerchiato, il quale è riuscito a mantenere la calma e a lanciare l’allarme via radio. L’intervento tempestivo dei colleghi ha permesso, con non pochi sforzi, di isolare i facinorosi e ripristinare l’ordine prima che la situazione sfuggisse del tutto al controllo.
La denuncia dei sindacati: sovraffollamento e carenza di personale
La segreteria regionale di FSA CNPP e SPP Puglia segnala una condizione di totale abbandono della struttura leccese. Il penitenziario si trova in forte stato di sovraffollamento, ospitando circa 1.500 detenuti a fronte di una capienza di 800 posti, a cui si aggiunge una drammatica e cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria.
Attraverso il segretario regionale, le sigle sindacali chiedono un intervento urgente al Ministero della Giustizia, al DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) e al Governo. Si sollecita l’invio straordinario di contingenti di supporto e l’avvio immediato dello sfollamento dei detenuti in esubero, interventi ritenuti indispensabili per tutelare l’incolumità fisiche e la sicurezza degli agenti in servizio.





