Si conclude ufficialmente la campagna antincendio boschivo (AIB) 2026 nella provincia di Lecce. È stato un periodo caratterizzato da un’intensa e ininterrotta attività operativa dei Vigili del Fuoco, impegnati in prima linea per diversi mesi con l’obiettivo di tutelare l’incolumità della popolazione, il patrimonio ambientale e l’intero territorio salentino.
I numeri dell’emergenza: oltre 3.400 roghi di vegetazione
Dall’inizio del mese di maggio, i caschi rossi hanno effettuato complessivamente 3.404 interventi per incendi di vegetazione, registrando una media drammatica di circa 26 interventi al giorno.
Le superfici complessivamente devastate o interessate dalle fiamme hanno raggiunto circa 12.513 ettari, un dato che evidenzia la straordinaria complessità e la severità della stagione estiva appena trascorsa.
Pressione operativa record: quasi 4.900 soccorsi totali
All’attività specifica di contrasto agli incendi boschivi si è affiancata la consueta ed incessante risposta del dispositivo di soccorso tecnico urgente. Nel medesimo arco temporale, il Comando Provinciale ha gestito ulteriori 1.492 interventi, suddivisi in 669 incendi di diversa natura (strutture, veicoli, rifiuti); 643 soccorsi a persona e 180 interventi per incidenti stradali.
Summando le diverse tipologie di emergenza, nel corso della campagna AIB 2026 sono stati portati a termine 4.896 interventi di soccorso complessivi. A testimoniare la continuità dell’impegno profuso sul campo sono le circa 9.031 ore di intervento registrate dalle squadre operative.
Il contributo fondamentale della Flotta Aerea Nazionale
L’eccezionale gravità di alcuni scenari ha reso indispensabile il supporto dal cielo. Durante la stagione sono state predisposte 16 schede COAU per richiedere il concorso dei mezzi aerei dello Stato: i Canadair sono intervenuti in 34 occasioni a supporto delle operazioni di spegnimento condotte da terra.
I roghi più critici nel Salento: da Gallipoli a Lequile
Diversi incendi, per vastità e criticità, hanno richiesto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi. Tra gli eventi più complessi e rischiosi per residenti e turisti si ricordano gli incendi a Rivabella di Gallipoli; Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo; Marina di Tricase; Costone di Santa Cesarea Terme e Frigole.
Particolarmente critico è stato l’incendio del 29 agosto a Lequile, nei pressi della SS 101, che ha coinvolto anche l’area dell’ecocentro comunale. In tale occasione è stato necessario un articolato dispositivo di soccorso con il supporto di squadre giunte da altri Comandi e mezzi speciali del Corpo Nazionale.
L’emergenza ha visto anche l’attivazione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) presso la Prefettura di Lecce, per garantire il coordinamento interistituzionale e il monitoraggio degli impatti ambientali e sanitari.
Sicurezza degli operatori e tutela dei cittadini
Operare con temperature estreme, forte vento, fumo denso e roghi ad avanzamento rapido ha messo a dura prova il personale. Nonostante le condizioni avverse e la contemporaneità di più eventi sul territorio provinciali, la gestione delle emergenze è stata condotta ponendo sempre al centro la sicurezza della popolazione e degli operatori.
Le dichiarazioni del Comandante Roberta Lala
A tracciare il bilancio finale è il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecce, Primo Dirigente ing. Roberta Lala: «I numeri di questa campagna raccontano solo in parte lo straordinario lavoro svolto dalle donne e dagli uomini del Comando di Lecce. Dietro ciascun intervento ci sono squadre che hanno operato per ore, spesso in condizioni ambientali estremamente impegnative e su più scenari contemporaneamente.
Il risultato più importante è essere riusciti a garantire, anche nei momenti di maggiore pressione, una risposta continua ed efficace sul territorio, ponendo sempre al primo posto la salvaguardia delle persone e la sicurezza dei nostri operatori.
Desidero ringraziare tutto il personale del Comando per la professionalità, la disponibilità e il senso di responsabilità dimostrati, insieme ai rinforzi e a tutte le componenti istituzionali e di volontariato. Una campagna così complessa conferma quanto siano determinanti la pianificazione, il coordinamento e la capacità di fare sistema per la tutela della comunità salentina».






