Di A.C.
Si conclude con un ulteriore sconto di pena il processo di Appello bis per l’automobilista accusata di omicidio stradale per l’incidente con un giovane motociclista. Andrea Maggio, 24enne di Squinzano, perse la vita dopo il ricovero in ospedale.
Ieri, la Corte di Appello (presidente Carlo Errico), ha inflitto la pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione a una 41enne di Trepuzzi. La donna era stata condannata in primo grado a 10 anni con il rito abbreviato e poi a 4 anni nel secondo processo di Appello che era stato annullato con rinvio dalla Cassazione, per rideterminare la pena. I giudici già nel primo appello, va detto, avevano escluso le aggravanti contestate della circolazione contromano e della guida sotto effetto di stupefacenti ed alcol. L’imputata era difesa dagli avvocati Marco e Andrea Pezzuto.
Ricordiamo che in primo grado, il gup Maria Francesca Mariano, al termine del rito abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia sull’incidente, aveva condannato la 41enne di Trepuzzi a 10 anni di reclusione.
L’imputata venne condannata anche al risarcimento del danno in separata sede in favore dei familiari della vittima che si erano costituiti parte civile con gli avvocati Pierfilippo Centonze ed Elvia Belmonte.
Il drammatico sinistro stradale avvenne nel tardo pomeriggio del 20 giugno del 2019, lungo la strada che da Casalabate conduce a Trepuzzi. Andrea Maggio, 24enne di Squinzano e studente universitario di Medicina, a bordo della propria motocicletta, si scontrò frontalmente contro un’utilitaria. Il violento impatto sbalzò il ragazzo dal mezzo; il giovane non morì sul colpo, ma nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi.





