Di A.C.
I tre presunti promotori di una banda dedita a furti di rame e ricettazione nel Sud Salento verranno giudicati con il rito abbreviato.
Il processo avrà inizio il 12 ottobre per Salvatore Vitali, 48enne di Casarano, Riccardo Attilio Viva, 28 anni, e Maria Rita Borasci, 24 anni, entrambi di Taviano. Invece, altri cinque imputati, nel luglio scorso, hanno patteggiato la pena davanti al gup Francesco Valente.
Ivan Umberto Vitali, 20enne di Casarano, accusato di associazione a delinquere (in concorso con i tre soggetti che hanno scelto l’abbreviato) ha patteggiato 4 anni di reclusione. Patteggiamento ad 1 anno, 9 mesi e 10 giorni per la 24enne di Ugento, Sofia Coronese, e ad 1 anno e 6 mesi per la 67enne di Casarano, Carmela Monsellato. Invece, Riccardo Borasci, 28enne residente a Casarano, ha concordato 10 mesi e 20 giorni. Infine, Giovanni Coronese, 22enne di Ugento, ha patteggiato 8 mesi. Per tutti e quattro è stata disposta la sospensione condizionale della pena.
Ricordiamo che il 9 marzo scorso, i carabinieri arrestarono i quattro presunti componenti della banda. Nell’inchiesta, coordinata dalla Dda di Lecce, risultavano indagate otto persone. Le indagini presero il via dopo l’attentato incendiario commesso la notte del 13 settembre 2024 ai danni della ditta che gestiva il bar dello stadio comunale Capozza di Casarano.
Tra gli episodi più rilevanti emersi dalle indagini, il furto commesso tra il 27 e il 28 ottobre 2024 in un cantiere di Cannole, di circa 10 quintali di cavi elettrici per alta tensione, per un valore di 25.000 euro, successivamente consegnati a una ditta di Racale dietro pagamento di oltre 5.000 euro. C’era poi il furto commesso nella serata del 9 marzo 2025 presso un impianto fotovoltaico di una società agricola di Andrano, dove furono asportati 50 cavi di rame, con un danno stimato in circa 75.000 euro.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Luca Puce, Simone Viva, Marco Buccarella, Davide Micaletto e Federica Cafaro.





