Una giornata importante per Minervino di Lecce, quella dedicata al conferimento della cittadinanza onoraria al Presidente dell’U.S. Lecce, Saverio Sticchi Damiani. Un riconoscimento di grande valore per la comunità e per tutto il territorio salentino, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di festa e condivisione. Eppure, ieri sera, nell’aula del Consiglio comunale, mancava una parte della rappresentanza istituzionale: i banchi della minoranza erano vuoti.
A spiegare le ragioni di quella scelta è il Gruppo consiliare di minoranza “Il Cuore di Minerva”, che ha deciso di non partecipare alla seduta solenne. Una decisione che il gruppo definisce «sofferta, ma inevitabile», maturata – secondo quanto scritto in un comunicato a firma della minoranza – in un clima istituzionale diventato ormai «di grave delegittimazione democratica».
«Non era una protesta contro Sticchi Damiani»
La minoranza tiene innanzitutto a chiarire un punto: l’assenza non era rivolta in alcun modo al Presidente dell’U.S. Lecce. Anzi, “Il Cuore di Minerva” ribadisce «la totale stima e il massimo rispetto» nei confronti di Saverio Sticchi Damiani e dell’U.S. Lecce, considerata un patrimonio dell’intero territorio.
La scelta di non essere in aula, spiegano i consiglieri, nasce esclusivamente dalle tensioni istituzionali maturate nei giorni precedenti e dalla convinzione che non fosse possibile partecipare alla celebrazione facendo finta che tutto fosse normale. Insomma, la minoranza parla di una situazione istituzionale che, a suo giudizio, avrebbe raggiunto un livello tale da rendere difficile una partecipazione alla cerimonia con il numero uno della società di via Colonnello Costadura senza affrontare anche le questioni che riguardino i rapporti tra maggioranza e opposizione.
Le ragioni della protesta
Il gruppo di minoranza individua in particolare tre episodi che, a suo giudizio, hanno progressivamente compromesso il rapporto istituzionale con la maggioranza.
Il primo riguarda un volantino diffuso nei giorni scorsi dalla maggioranza, nel quale l’attività ispettiva della minoranza sui fondi PNRR sarebbe stata definita «distruttiva e falsamente costruttiva». Nel documento, inoltre, sarebbero stati utilizzati toni che, secondo “Il Cuore di Minerva”, avrebbero finito per coinvolgere e toccare anche i cittadini che sostengono le posizioni dell’opposizione.
Per questo motivo, il gruppo riferisce di aver già trasmesso il testo al Prefetto di Lecce, chiedendo che vengano verificati i fatti e che siano tutelate le libertà democratiche e i diritti connessi al mandato consiliare.
Il secondo punto riguarda invece il funzionamento del Consiglio comunale. La minoranza lamenta il mancato inserimento all’ordine del giorno di mozioni presentate dai consiglieri di opposizione, comprese quelle relative alla trasparenza amministrativa e alle nomine negli enti sovracomunali.
Un altro passaggio riguarda, secondo la ricostruzione del gruppo, quanto accaduto il 29 agosto, quando la minoranza avrebbe chiesto una semplice garanzia sulla futura convocazione delle proprie mozioni, proprio per consentire una partecipazione condivisa e serena alla celebrazione del 1° settembre. Secondo quanto riferito da “Il Cuore di Minerva”, a quella richiesta sarebbe seguito il diniego della maggioranza e, successivamente, il silenzio.
«Lasciare vuota l’aula è stato un atto politico»
È questo, dunque, il significato che la minoranza attribuisce all’assenza di ieri sera. Non un gesto contro la cittadinanza onoraria, non una mancanza di rispetto verso l’ospite, ma una scelta politica e istituzionale per raccontare quello che il gruppo considera un problema più profondo: il deterioramento del confronto democratico all’interno del Consiglio comunale.
«Presenziare ieri avrebbe significato avallare la finzione di una normalità democratica che a Minervino non esiste più», afferma il gruppo. «La forza dei numeri non può calpestare lo Statuto comunale e la dignità del nostro mandato».
Una posizione netta, accompagnata però dalla volontà di non trasformare una giornata dedicata al Presidente Sticchi Damiani in un’occasione di scontro politico.
«Abbiamo preferito lasciare l’aula vuota per non rovinare la festa del Presidente Sticchi Damiani con le nostre legittime proteste», sottolinea la minoranza, chiedendo però che i cittadini conoscano anche ciò che, secondo il gruppo, si nasconde dietro quella celebrazione.
Il messaggio finale: «Ripristinare il Diritto e i Diritti»
“Il Cuore di Minerva” chiude il proprio intervento ribadendo ancora una volta il rispetto verso Sticchi Damiani e verso l’U.S. Lecce, auspicando che la protesta possa diventare l’occasione per riaprire un confronto istituzionale.
L’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare il confronto democratico e il pieno esercizio dei diritti all’interno del Consiglio comunale.





