Sono tanti i salentini che hanno dovuto fare i conti con l’influenza. Febbre alta, brividi, tosse, nausea, mal di testa, stanchezza e inappetenza hanno costretto a letto centinaia e centinaia di persone, soprattutto durante il periodo natalizio quando baci e abbracci hanno permesso al virus di diffondersi con maggiore facilità. I soggetti più colpiti sono anziani, le donne in dolce attesa e bambini, basta guardare i banchi delle scuole vuoti per rendersene conto, ma nessuno è immune. L’unico e il miglior modo per prevenire l’infezione è la vaccinazione. Alle persone colpite, invece, basta solitamente un po’ di riposo. Al massimo, se necessario, tocca assumere qualche antipiretico.
Il peggio dunque è passato? Probabilmente no. Come riporta l’Associazione Salute Salento, che ha sentito i responsabili del Laboratorio di Riferimento Regionale per la Sorveglianza Virologica dell'Influenza, il picco è atteso per la fine del mese.
«Per la Puglia, nella quarta settimana dall’inizio dell’anno (dal 1° al 7 febbraio 2016) – si legge nella nota a firma di Cesare Mazzotta – è riportata un'incidenza di 1,98 casi ogni 1.000 abitanti. Vuol dire che questa settimana appena trascorsa circa 8.000 pugliesi sono a letto con l'influenza di cui 1.600 circa in provincia di Lecce».
Il laboratorio diretto dalla dottoressa Maria Chironna ha rilevato che i dati, aggiornati alla quarta settimana del 2016, riportano in Italia un'incidenza di sindrome influenzale di 4,74 casi ogni 1.000 abitanti. Si stima, quindi, che questa settimana circa 300.000 italiani siano a letto con l'influenza.
«Complessivamente – emerge dalla sorveglianza del laboratorio dell’Osservatorio epidemiologico regionale – l'attività dei virus influenzali in Puglia resta piuttosto bassa e stimiamo che il picco sarà spostato in avanti. E’ atteso per fine febbraio».
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