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​Ubriachi e drogati mandano in tilt il 118, Leccenews24 rilancia la battaglia ‘gli sballati paghino la corsa delle ambulanze’

by Redazione
2 Agosto 2017 13:09
in Attualità
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Un problema che si ripete ogni anno, soprattutto a luglio e agosto: una gran parte delle risorse del 118 (personale e ambulanze), viene distratto per soccorrere quei soggetti che hanno alzato il gomito (ebbrezza alcolica) o hanno abusato di sostanze psicotrope (droghe come le anfetamine). E se nello stesso momento c’è da soccorrere un infartuato o un codice rosso?
  
La storia si ripete ogni estate, quando giovani e anche persone più “mature” alzano il gomito, abusano di droghe, si imbottiscono di pasticche e alla fine del “divertimento” chiamano il 118, distraendo ambulanze e personale da casi ben più gravi. E se nello stesso momento si verificasse un codice rosso, se qualcuno colto da infarto avesse bisogno di un intervento tempestivo, e si verificasse un incidente?
  
Del resto, partendo da queste domande Leccenews24 aveva lanciato una “provocazione”: perché non far pagare il “soccorso” a chi si ubriaca invece di offrire, a spese del sistema sanitario nazionale e quindi della collettività, la corsa delle ambulanze che, a sirene spiegate, corrono ad aiutare chi si sballa.
  
Come sempre, i numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Come si legge in una nota a firma di Cesare Mazzotta, presidente dell’associazione Salute Salento, l’anno scorso le ambulanze del 118 hanno soccorso 640 soggetti in stato di ebbrezza o per ingestione di sostanze stupefacenti (486 uomini e 154 donne). Un terzo circa dei quali (32%) concentrati nei due mesi di luglio e agosto. Soprattutto agosto (125 interventi, più di 4 al giorno). Nel 2017, si viaggia sulla stessa media: gli ubriachi e i tossici soccorsi dal 118 nei primi 198 giorni dell’anno (dal 1° gennaio al 17 luglio) sono stati 272.
  
«La crisi per stato di ebbrezza non è facile da gestire – spiega il direttore del 118, Maurizio Scardia – Si tratta di soggetti ai quali spesso non si riesce a prendere la vena e che non è facile sedare perché sono saturi di alcol e quindi con una sedazione più profonda rischierebbero l’apnea e i disturbi respiratori e cardiocircolatori».
  
Una soluzione, secondo il dottor Scardia, poteva essere quella di mettere a disposizione, in accordo con i Comuni, degli spazi dove le persone in preda ai fumi dell’alcol potevano “sostare” giusto il tempo necessario per “riprendersi”. Così facendo, si può evitare che questi soggetti mettano a repentaglio la propria vita e anche quella degli altri come dimostra il fatto che nella maggior parte degli incidenti stradali avvenuti nell’ultimo periodo i conducenti sono risultati positivi ai test che valutano la presenza di alcol e droga nel sangue.
  
Una situazione che si verifica non solo nelle città balneari, ma anche a Lecce come si legge nella nota di Salute Salento: «Molta gente – fa sapere il responsabile del 118 – viene da fuori. Sono anche extracomunitari di nazionalità diverse, senza fissa dimora. Basta andare in viale Gallipoli o in stazione. Si spostano con i flussi turistici, a Otranto, Gallipoli, Porto Cesareo. Per soccorrere l’ubriaco si rischia di distrarre l’ambulanza da un arresto cardiaco e da episodi di più elevata gravità».
  
Ma l’aspetto che più indigna l’opinione pubblica riguarda i soccorsi ai giovani che si «sballano» nelle discoteche e nei luoghi di divertimento collettivo.
  
«A parte la “Notte della Taranta”, dove la concentrazione di 150mila giovani richiede un’organizzazione a parte – spiega Scardia –  spesso interveniamo alle 3, alle 4 di notte, fuori dalle discoteche, dove oggi circola di tutto. Con pochi euro è facile prendere una compressa di anfetamina di nuova formulazione, anche mortale». 

Tags: emergenza-118
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