Di Maria Teresa Giaffreda
Dire Salento in estate significa riferirsi automaticamente a Gallipoli, che da sempre accoglie turisti da ogni parte d’Italia e regala scenari da favola, insieme a divertimento assicurato per tutti. Perché a Gallipoli, dobbiamo ammetterlo, c’è proprio tutto, da un mare che ci invidiano in ogni parte del mondo, a ristoranti che ingolosiscono i turisti grazie ad una cucina della tradizione molto apprezzata, sino alle discoteche, adatte ai più giovani e non solo.
Insomma, una ricchezza del settore terziario che, di frequente e proprio per questa ragione, ha incontrato le invidie di alcuni e i freddi interessi politici. Spesso frenata, a volte ostacolata, la bella cittadina salentina, negli anni, ha dovuto fare molte volte i conti con chiusure e divieti. Pensiamo al lido Samsara, che oggi si trova nella più fortunata Riccione o al Parco Gondar, che ha riaperto i battenti da un paio d’anni, accogliendo nuovamente concerti che vedono la presenza di grandi artisti italiani e internazionali.
C’è da dire, però, che anche la stessa perla del Salento è stata criticata dai molti per prezzi troppo salati e, a volte, servizi non proprio eccellenti, tanto da essere ‘snobbata’ e ritenuta un ‘magna magna’ interno, che ha causato il disappunto della stessa gente del posto.
In realtà, appare un vero peccato che Gallipoli sia vittima di un sistema ingordo, ma che al tempo stesso subisca una gestione severa, che impedisce la massima realizzazione del territorio e siccome la verità, quasi sempre, sta nel mezzo, sarebbe saggio e decisamente funzionale fare appello al buon senso. E dunque spazio ad imprenditori e investitori, ma con un occhio alla modestia, perché avere la possibilità di appartenere ad un luogo fortunato non deve far perdere di vista che non sia affatto necessaria una speculazione che, di fatto, potrebbe creare un sonoro ‘effetto boomerang’.






