Un episodio che lascia l’amaro in bocca ma che, al tempo stesso, dimostra il valore della solidarietà locale. A Ruffano si è sfiorata la tragedia della burocrazia quando a un cittadino bulgaro, in evidenti condizioni di difficoltà e bisognoso di assistenza immediata e di un riparo per la notte, è stata negata l’accoglienza all’interno della rete istituzionale d’emergenza.
La vicenda ha preso il via con l’intervento di due agenti della Polizia Locale che, di fronte allo stato di necessità dell’uomo, si sono subito attivati sollecitando il Pronto Intervento Sociale dell’Ambito Territoriale di Casarano. Da lì è scattata la richiesta alla Caritas della Chiesa di S. Antonio di Gallipoli, struttura convenzionata per questo genere di urgenze. La risposta, tuttavia, è stata un rifiuto: la motivazione ufficiale è stata la mancanza di documenti d’identità al seguito dell’uomo.
Nostante fosse stato chiarito che il cittadino era già stato identificato dalla Questura di Lecce, la posizione della struttura non è cambiata. Nemmeno il pressing diretto del sindaco di Ruffano, Antonio Cavallo, sceso in campo personalmente per chiedere di garantire l’ospitalità almeno per la notte in attesa dei controlli del mattino seguente, è bastato a sbloccare la situazione. Gli agenti hanno persino contattato il magistrato di turno per gestire al meglio il caso.
Alla fine, a evitare che la persona trascorresse la notte al freddo è stato il gesto d’altruismo di un Bed & Breakfast del posto. La struttura ricettiva ha aperto le proprie porte volontariamente e gratuitamente, fornendo all’uomo un letto caldo, cibo e prima assistenza, supplendo con senso di comunità alla falla del sistema pubblico.
Il sindaco Cavallo: «Serve chiarezza sul sistema di emergenza»
Traspare forte amarezza nelle parole del primo cittadino Antonio Cavallo, che pur lodando il lavoro della Polizia Locale e la generosità del B&B, solleva interrogativi non più rinviabili sul funzionamento della rete dei soccorsi sociali:
«La priorità era garantire un riparo a una persona in difficoltà. Abbiamo attivato il servizio preposto alle emergenze sociali, ma attraverso la rete contattata non è stata accordata una sistemazione neppure per una notte. È una criticità che richiede chiarimenti: occorre comprendere quali ostacoli abbiano impedito l’accoglienza e quali soluzioni siano previste quando una struttura non può dare disponibilità. Un sistema di pronto intervento deve poter offrire una risposta concreta e tempestiva al bisogno e garantire che quanto accaduto ieri non si ripeta in futuro.»
Il sindaco ha espresso profonda gratitudine verso i due agenti operativi e i gestori della struttura privata, la cui prontezza ha permesso di dare una risposta umana immediata laddove la macchina burocratica si è arrestata.
L’Amministrazione comunale di Ruffano ha già fatto sapere che solleciterà un tavolo di confronto urgente con tutti gli enti coinvolti. L’obiettivo è analizzare quanto accaduto e definire protocolli operativi chiari che impediscano che cavilli o intoppi procedurali lascino le persone fragili senza un tetto sopra la testa durante le emergenze.






