Di A.C.
Si terrà il 21 gennaio dell’anno prossimo, nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola a Lecce, il processo di secondo grado davanti alla Corte d’Assise d’Appello per il 58enne Albano Galati, originario di Taurisano, a seguito del ricorso presentato dai suoi legali.
In primo grado, Galati è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno della durata di sei mesi. La pena massima è stata inflitta dalla Corte d’Assise per il brutale uxoricidio della moglie, Aneta Danelczyk, 49enne di origini polacche, avvenuto nel pomeriggio del 16 marzo 2024 a Taurisano.
La ricostruzione del delitto e le accuse
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna è stata prima ferita con un taglierino all’interno della propria abitazione; ha poi tentato di fuggire cercandoriparo presso l’abitazione della vicina, ma è stata inseguita dal marito e accoltellata a morte con oltre dieci fendente. Dopo il delitto, secondo una testimonianza chiave, Galati si sarebbe recato in un bar del paese per consumare un whisky con il volto ancora macchiato di sangue.
L’uomo era chiamato a rispondere dei reati di omicidio volontario, con l’aggravante della minorata difesa della vittima e tentato omicidio nei confronti della vicina di casa (accusa che al termine del giudizio di primo grado è stata riqualificata nel reato di lesioni).
Risarcimenti e costituzione di parte civile
I giudici di primo grado hanno stabilito il risarcimento dei danni in separata sede civile, disponendo contestualmente il pagamento di una provvisionale a favore dei tre figli della vittima, costituitisi parte civile con l’avvocato Francesca Conte.
Analogamente, è stato disposto il risarcimento e una provvisionale per la vecchia vicina di casa, anch’essa parte civile assistita dall’avvocato Roberto Bray.
La linea della difesa e la consulenza medica
I legali difensori di Galati, gli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, hanno presentato ricorso impugnando la sentenza di primo grado. Nel corso del primo procedimento, la difesa aveva sollevato la questione di incostituzionalità dell’ergastolo e richiesto l’esclusione dell’aggravante della minorata difesa.
Inoltre, durante la fase delle indagini preliminari coordinate dal pubblico ministero Luigi Mastroniani, i legali avevano depositato una consulenza tecnica di parte che evidenziava come l’imputato fosse affetto da un disturbo di amnesia.





