Un nuovo colpo allo spaccio all’interno delle strutture penitenziarie è stato messo a segno nel carcere di Lecce. A darne notizia è Ruggiero Damato, segretario regionale FSA CNPP SPP, che ha reso noto il sequestro di altri 100 grammi di sostanza stupefacente. Il carico, destinato all’interno dell’istituto di pena, ha rischiato di essere introdotto attraverso i tradizionali colloqui familiari.
A sventare l’ingresso della droga è stata la costante sinergia tra i vari reparti della Polizia Penitenziaria, unita a un efficace sistema investigativo incrociato. L’operazione porta la firma delle donne e degli uomini del reparto colloqui, coordinati dall’Ispettore Superiore Marco Budin e dai suoi collaboratori, tra cui spicca l’esperienza del Sovrintendente Daniele Giannotta, veterano del reparto.
Il risultato operativo assume un valore ancora più rilevante se riparametrato sulle condizioni di lavoro del personale. La struttura leccese sconta infatti una carenza organica che supera le 150 unità nel solo ruolo di agenti e assistenti, situazione aggravata dai turni di servizio massacranti e dalla gestione del piano ferie estivo. Nonostante ciò, il corpo garantisce la sicurezza senza arretrare di un passo.
“A nome di tutto il coordinamento nazionale, regionale e provinciale del FSA CNPP SPP”, dichiara Damato, “rivolgo il mio personale plauso alle donne e agli uomini operanti in Puglia e nello specifico nel penitenziario di Lecce. Hanno dimostrato una grande abnegazione, spirito di sacrificio e uno straordinario attaccamento all’uniforme, confermando che la Polizia Penitenziaria non è seconda a nessuno.”
La vicenda riaccende i riflettori sulle criticità strutturali del sistema penitenziario regionale. Damato conclude con un appello alle istituzioni: “È arrivato il momento che la politica metta mano in maniera decisa all’incremento degli organici. A Lecce mancano oltre 150 agenti e assistenti maschili, un deficit che a livello regionale in Puglia supera le 1.000 unità. Servono inoltre norme d’ingaggio chiare e l’assegnazione di strumenti di armamento non letale, a partire dal taser, per tutelare la sicurezza degli operatori sul campo.”





