Di A.C.
Arriva una nuova condanna a 8 anni di reclusione per Salvatore Polimeno, 36enne leccese già noto alle cronache. L’uomo deve rispondere dei reati di spaccio, estorsione, tentata estorsione e del possesso indebito di un telefonino abilitato alle videochiamate nascosto all’interno della propria cella. Polimeno sta attualmente scontando una condanna definitiva a 26 anni per l’omicidio del 21enne Paolo Spalluto, avvenuto il 2 agosto 2012 in piazza Palio a Lecce.
La decisione è stata pronunciata dal gup Marcello Rizzo al termine del processo con rito abbreviato, modalità che garantisce lo sconto di un terzo della pena. La decisione del giudice ha ridimensionato la richiesta del pm Rosaria Petrolo, che aveva sollecitato una pena di 10 anni. Una volta depositate le motivazioni della sentenza, la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Salvatore Rollo e Matteo De Vergori, valuterà l’ipotesi del ricorso in appello.
I dettagli dell’inchiesta e le posizioni degli altri imputati
L’indagine, condotta con precisione dagli agenti della squadra mobile di Lecce, ha ricostruito una serie di gravissimi episodi avvenuti tra gennaio e aprile 2025. Il punto di svolta è arrivato a seguito della violenta aggressione ai danni di un detenuto 41enne di Campi Salentina, pestato in carcere per via di un debito di droga maturato nei confronti di Polimeno. L’aggressione gli causò la frattura del setto nasale e varie contusioni, con una prognosi di trenta giorni.
Per questa spedizione punitiva sono stati rinviati a giudizio per lesioni aggravate i neretini Jonathan Schirinzi (23 anni) e Gianluca De Paola (31 anni). Parallelamente, Polimeno aveva tentato di costringere la vittima a introdurre droga in carcere attraverso i colloqui con i familiari, avvalendosi della complicità di Antonio Cassiano, 20enne leccese. Il piano è stato sventato dagli inquirenti, portando al sequestro di 300 grammi di cocaina e 100 grammi di hashish. Cassiano ha recentemente optato per il patteggiamento a 3 anni e 6 mesi, concordato dinanzi allo stesso gup Rizzo dopo le misure cautelari disposte dal gip Maria Francesca Mariano.





