Arriva la condanna a 2 anni, ma con l’esclusione dell’aggravante mafiosa, per Andrea Guido, 49 anni, di Lecce, dopo la maxi inchiesta sul clan camorristico Moccia, che portò nell’aprile di quattro anni fa all’arresto del politico salentino.
La sentenza è stata emessa dai giudici del Tribunale di Napoli Nord, che hanno disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per un anno. In un’altra udienza, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione.
Guido, che ha sempre negato gli addebiti, è difeso dagli avvocati Ivan Feola e Andrea Sambati, i quali potranno fare ricorso in Appello.
L’attuale assessore al Welfare nella giunta della sindaca Adriana Poli Bortone fu arrestato e ristretto ai domiciliari nell’aprile del 2022, al termine di un maxi blitz dei Carabinieri del Ros (eseguito su ordinanza del Gip di Napoli a seguito degli accertamenti della Procura partenopea), quando ricopriva il ruolo di consigliere comunale di minoranza. Successivamente, Guido aveva ottenuto la revoca della misura cautelare ed era tornato in libertà.
Andrea Guido rispondeva dell’accusa di corruzione con l’aggravante di aver agevolato il clan camorristico, addebito aggravato che è però caduto al termine del processo di primo grado.
Secondo l’impianto accusatorio della Procura, tra l’aprile e l’agosto del 2017, l’esponente politico avrebbe ricevuto 2.500 euro (come anticipo di una somma pattuita di 5mila euro) per favorire le imprese di Francesco Di Sarno. Lo scopo dell’operazione sarebbe stato quello di escludere un’altra società che, in collaborazione con la Monteco, gestiva la raccolta dell’olio esausto presso l’isola ecologica di Lecce.
A fare da intermediari sarebbero stati Mario Salierno, 52enne di Napoli, e Giuseppe D’Elia, 63enne di Novoli. Quest’ultimo è stato condannato anch’egli a 2 anni; difeso dall’avvocato Gabriele Valentini, potrà anch’esso proporre ricorso in Appello.
Se hai bisogno di ulteriori adattamenti (ad esempio per i titoli H2 o la formattazione per una specifica piattaforma come WordPress), chiedi pure!





