La Procura invoca oltre due secoli di carcere per i 25 imputati che hanno scelto il rito abbreviato (che consente lo sconto di pena di un terzo in caso di condanna), nell’ambito della maxi inchiesta “Fenice neretina”. L’operazione vede complessivamente 49 imputati accusati di far parte di un vasto giro di droga ed armi con epicentro a Nardò, ma anche di rapine, incendi e pestaggi, con l’aggravante del metodo mafioso.
L’inchiesta affonda le sue radici al 21 ottobre del 2025, quando scattò il blitz dei carabinieri del comando provinciale di Lecce con 19 arresti (dieci in carcere e nove ai domiciliari) disposti dal gip Tea Verderosa.
Oggi, il pm Giovanna Cannarile della Direzione Distrettuale Antimafia, al termine della requisitoria nell’aula bunker di Borgo San Nicola davanti al gup Maria Francesca Mariano, ha formulato le seguenti richieste di condanna:
20 anni di reclusione ciascuno per Antonio Duma (considerato il capo promotore), Felice Inno e Luca Elio My;n18 anni per Alberto Simone (tutti di Nardò, questi ultimi tre nel ruolo di promotori); 12 anni e 6 mesi per Massimo Cosimo Schirinzi (di Nardò); 11 anni, 6 mesi e 20 giorni per Piero Albanese; 11 anni e 4 mesi per Alfredo Oceano (di Nardò); 10 anni per Marco Alemanno; 8 anni e 3 mesi per Alina Stamate (di origini romene, residente a Nardò); 8 anni e 2 mesi per Jacopo Perrone e Salvatore Trotta (entrambi di Nardò); 8 anni per Giuseppe Felline; 7 anni e 6 mesi per Giuseppe Gaballo; 7 anni e 4 mesi per Sabrina Polo (di Nardò); 7 anni ciascuno per Ilaria De Razza e Alessandro Deserio; 6 anni e 10 mesi per Chiara Sportelli (di Nardò); 6 anni e 8 mesi per Graziana Garacci (di Galatone); 6 anni per Gabriel Ionut Tanasa (di origini romene, residente a Sannicola); 5 anni e 6 mesi per Luigi Settimo (di Galatina); 5 anni, 5 mesi e 10 giorni per Antonio Cavallo; 5 anni per Cosimo Marra (di Galatone); 4 anni e 6 mesi per Giuseppe Mele (di Sannicola); 4 anni ciascuno per Xhulja Hasaj (di origini albanesi, residente a Nardò) e Valerio Santoro (di Noha, frazione di Galatina).
In sei hanno chiesto il patteggiamento della pena, mentre altri cinque imputati hanno avanzato richiesta di messa alla prova.
La prossima udienza del rito abbreviato è fissata per il 2 novembre, data in cui prenderanno il via le arringhe difensive degli avvocati. La sentenza potrebbe arrivare il 14 dicembre. Il collegio difensivo include, tra gli altri, i legali: Raffaele Benfatto, Roberto De Mitri Aymone, Luca Puce, Giuseppe Bonsegna, Massimo Muci, Ladislao Massari, Simone Viva e Giampiero Geusa.
Si aprirà invece sempre il 2 novembre il processo con rito ordinario per altri 13 imputati che, durante l’udienza preliminare, non hanno fatto ricorso a riti alternativi.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata a detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, rapina con armi, tentata estorsione, incendio e lesioni personali, tutte contestazioni aggravate dal metodo mafioso.
Le indagini sono partite nel giugno del 2020 a seguito di un arresto per spaccio a Galatone. I successivi riscontri investigativi hanno portato alla luce due filoni paralleli in costante contatto, capaci di spartirsi le principali piazze di spaccio della fascia ionica del Salento: tra Nardò (comprese le marine di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno), Gallipoli, Galatone e Sannicola. L’attività criminale muoveva un ingente traffico di cocaina, eroina, marijuana e hashish, smerciate anche nelle zone turistiche costiere. Per il recupero dei crediti da spaccio, l’organizzazione non esitava a fare ricorso all’uso di armi e a violenti pestaggi.






