“Cosimo Piccione non doveva essere arrestato, poiché i provvedimenti erano illegittimi”. È questo il senso del provvedimento con cui la Corte di Cassazione ha annullato le ordinanze di arresto per l’ex sindaco ed ex vice sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione. Non solo: annullate anche quelle di arresti domiciliari per l’architetto Gianpaolo Miglietta, responsabile dell’ufficio tecnico all’epoca dei fatti. In entrambi i casi la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’avvocato Luigi Corvaglia.
Va detto che ieri la sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione, presieduta da Ercole Aprile, ha annullato senza rinvio sia l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Lecce del 31 luglio dell’anno scorso (con la quale era stata rigettata l’impugnazione dell’ordinanza cautelare del gip del Tribunale di Lecce relativa alla custodia cautelare in carcere di Piccione, eseguita il 9 luglio del 2025), sia quest’ultima. Analoga sorte è toccata sia all’ordinanza del Tribunale del Riesame, sia a quella del Gip con la quale venivano disposti gli arresti domiciliari per l’architetto Miglietta.
Udienza preliminare e rinvii a giudizio
Intanto nei mesi scorsi si è conclusa l’udienza preliminare per ventotto persone, tra le quali compariva anche l’ex sindaco ed ex vice sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione, nell’ambito della maxi inchiesta su un presunto giro di appalti pilotati in cambio di favori personali e voti. Ci sono stati 25 rinvii a giudizio da parte del gup Giulia Proto, ma anche 3 proscioglimenti da ogni accusa, tra i quali spicca quello dell’attuale sindaco Graziano Scorrano.
Piccione era finito in carcere il 9 luglio del 2025, dopo essere stato arrestato insieme ad altre 7 persone (finito ai domiciliari). Dopo le dimissioni dalle cariche di vice sindaco, assessore e consigliere comunale, aveva ottenuto prima gli arresti domiciliari e poi l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Al momento non è sottoposto ad alcuna misura cautelare ed è stato nominato assessore esterno.
La prima data del processo si terrà il 4 novembre davanti ai giudici della seconda sezione collegiale, dove gli imputati potranno difendersi dalle accuse durante il dibattimento. In 25 rispondono a vario titolo di corruzione, truffa, peculato, turbativa d’asta e falsa testimonianza. Il pm Patrizia Ciccarese aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti. Sono finiti a processo anche dipendenti comunali e funzionari dell’epoca.
I proscioglimenti e i capi d’imputazione
Piccione è stato prosciolto dall’accusa di turbativa d’asta, insieme a Miglietta ed altri imputati, in merito all’affidamento di un appalto per la manutenzione delle strade e del verde pubblico.
Invece, è stato prosciolto dal capo di accusa di turbativa d’asta l’attuale sindaco Graziano Scorrano e un’altra imputata per la vicenda della concessione degli impianti sportivi del Parco del Sergente. Per questa vicenda, invece, Piccione è stato rinviato a giudizio assieme ad altri imputati.
Inoltre, è arrivato il proscioglimento per Gianpaolo Miglietta e Cosimo Leo, e altri imputati, sempre per turbativa d’asta in merito all’affidamento di un appalto per la manutenzione di alcune strade del comune di Sannicola.
Le accuse al centro dell’inchiesta
Piccione, secondo l’accusa, avrebbe “condizionato” alcune testimonianze nel corso di un procedimento penale, offrendo favori come l’installazione di dissuasori per la sosta dei veicoli. Il riferimento è al processo per presunto mobbing ai danni dell’ingegnere Silvia Tunno. Proprio nel giorno dell’arresto di Piccione, arrivò per lui anche la condanna ad 1 anno di reclusione (pena sospesa) per stalking.
Il centro del sistema, secondo la tesi accusatoria, ruotava attorno all’ex sindaco di Sannicola, considerato il promotore di un’associazione per delinquere. Piccione avrebbe posizionato nei posti chiave del comune una serie di funzionari per condizionare l’andamento della macchina amministrativa (anche dopo la scadenza del mandato). La presunta associazione a delinquere, per anni, avrebbe pilotato appalti pubblici come quello della messa in sicurezza della scuola primaria o la realizzazione di una velostazione, oltre al procedimento per l’affidamento del servizio scuolabus e l’esito di concorsi banditi dal Comune di Sannicola (come quello di istruttore amministrativo). Alcune accuse sono tuttavia già cadute nel corso dell’udienza preliminare.





