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Crollo di Castro. La sentenza di primo grado è stata scritta: 7 condanne

by Redazione
23 Agosto 2017 20:55
in Cronaca
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Il volto di Piazza Dante, in pieno centro a Castro cambiò improvvisamente in un pomeriggio del 31 gennaio del 2009 quando la facciata di palazzina, fiore all'occhiello della località marina, crollò improvvisamente sotto gli occhi attoniti dei pochi presenti. Fortunatamente solo tre persone rimasero ferite, tutte in modo lieve: a quell’ora, di sabato, la piazza era quasi deserta. Il “dolore” di chi abita o frequenta quella cittadina, invece, rimase vivo per molti anni: chi naso all’insù ammutolito guardava ciò che restava di quell’edificio alla fine di una strada in discesa sapeva bene di trovarsi di fronte ad un panorama «bello solo a metà». Il ricordo di quel cumulo di macerie e la consapevolezza che la vicenda solo per puro «caso» non assunse i contorni di una tragedia fanno male ancora oggi.   
 
Cinque anni dopo, la prima pagina giudiziaria di quella triste vicenda è stata scritta. Il verdetto del processo di primo grado parla chiaro: sette condanne e sei assoluzioni.
 
Due anni di reclusione, è la pena che il giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Pasquale Sansonetti, ha inflitto a  Martino Ciriolo, Marcello Baccaro e Maria Fedele. Un anno e sei mesi, invece, per Gabriele Fersini, Luigi Fersini, Antonio Fersini e Angelo Rizzo. La pena per tutti è stata sospesa. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro i prossimi 60 giorni.
 
Assoluzione, invece, “perché il fatto non sussiste” per Giovanna Lazzari Fernando Schifano, Rinaldo Coluccia e Gaetano Ciccarese. Assoluzione, “perché il fatto non costituisce reato”, per Domenico Fersini e Francesco Rizzo, titolare dell'omonima impresa che al momento del crollo eseguiva lavori all'interno di uno degli immobili, difeso dagli avvocati Francesco D'Agata e Alberto Russi.
 
« Oggi con la sentenza del giudice Sansonetti – dichiarano i due legali di Francesco Rizzo-  si fa luce su un evento che aveva coinvolto anche il signor Rizzo il quale è stato assolto dalle accuse che gli erano state ascritte dalla Procura della Repubblica di Lecce, in quanto la sua difesa ha ricostruito compiutamente, anche a mezzo dei propri consulenti tecnici, i fatti oggetto del processo nel corso di una lunga e quanto mai articolata istruttoria dibattimentale».
 
L’accusa per tutti era, a vario titolo, di concorso in disastro colposo, “per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e inosservanza di regole di sicurezza nell’esecuzione di lavori edili”.

Tags: crollo-abitazioni
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