Di A.C.
Si conclude con la condanna a 6 anni di reclusione, il processo con rito ordinario a carico di un 42enne di Gallipoli accusato di avere picchiato, minacciato di morte e costretto la compagna ad andare via da casa per poi iniziare a perseguitarla.
E il giorno di capodanno di quest’anno, prima l’avrebbe pedinata e inseguita fin dal pomeriggio e una volta giunto davanti all’abitazione dell’amica che ospitava la donna a Nardò, le avrebbe puntato contro una pistola. Non solo, avrebbe sparato contro il marito dell’amica, intervenuto in strada per difendere le donne dall’aggressione.
Per questi fatti per i quali risponde, tra le varie accuse, anche di tentato omicidio, il processo si celebrerà il 9 marzo, con rito abbreviato, davanti alla gup Anna Paola Capano. Il figlio 16enne, arrestato all’epoca dei fatti insieme al padre, ha ottenuto dal Tribunale per i Minorenni la messa alla prova. Il 42enne si trova tuttora in carcere.
Tornando al processo conclusosi ieri, il 42enne ha incassato una condanna per maltrattamenti e stalking dai giudici in composizione collegiale (presidente Bianca Todaro). Difeso dall’avvocato Giampiero Tramacere potrà fare ricorso in Appello. I giudici hanno disposto la sospensione della potestà genitoriale, il risarcimento del danno ed una provvisionale di 6mila euro alla ex moglie, parte civile con l’avvocata Fernanda Minerba.
I fatti contestati sarebbero accaduti tra febbraio del 2025 e gennaio del 2026. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Luigi Mastroniani, l’uomo avrebbe aggredito sia verbalmente che fisicamente la compagna, anche in presenza dei figli. In una circostanza, l’avrebbe portata in una zona isolata per poi puntarle una pistola contro la testa. Inoltre, la costringeva a mangiare in disparte ed a consegnargli periodicamente il denaro e le carte di pagamento.
Infine, l’avrebbe costretta a lasciare l’abitazione di Gallipoli per trasferirsi a Nardò. Il suo ex cominciò a perseguitarla lì, nei pressi di un supermercato, poi di un gommista e infine nelle vicinanze della casa dell’amica a Nardò dove si verificò l’altro episodio, confluito in un distinto procedimento penale.





