Il Tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro di 40.000 euro, somma che era stata precedentemente sottoposta a sequestro probatorio dalla Procura di Lecce e successivamente a sequestro preventivo da parte del GIP.
La somma era stata apposta sotto vincolo a Emiliana Sinistro, 46enne di Castromediano (frazione di Cavallino). La donna è ritenuta dagli inquirenti, insieme al marito Alessandro Greco (43 anni, già detenuto in carcere per altra causa), ai vertici di una delle due presunte organizzazioni criminali smantellate nel luglio scorso. L’inchiesta, denominata Operazione “Whisper” (sussurro) per via della particolare cautela usata dagli indagati nelle comunicazioni, aveva portato all’esecuzione di 23 ordinanze di custodia cautelare in carcere.
Le motivazioni del dissequestro
Il sequestro dei 40mila euro era avvenuto durante le perquisizioni eseguite contestualmente all’arresto della donna, indagata per il reato di partecipazione ad un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, sul presupposto che il denaro fosse di origine illecita.
Il Tribunale ha invece accolto il ricorso presentato dagli avvocati Maria Gabriella Mastrolia e Alessia De Nitto per conto della società ‘La Casa Blanca fish & beer s.a.s. di Emiliana Sinistro & C.’. I giudici hanno preso atto della legittima provenienza della somma, riconducibile all’attività di ristorazione svolta dal locale “La Casa Blanca” di San Cataldo, così come ampiamente dimostrato dalla consulenza tecnica redatta dal dott. Ivan Carpentieri.
Il quadro dell’inchiesta “Whisper”
Secondo le ricostruzioni investigative, le due associazioni criminali individuate gestivano un ingente traffico d’importazione di cocaina, eroina, marijuana e hashish lungo la rotta Italia-Albania.
In base a quanto emerso dalle indagini, il gruppo leccese — guidato da Greco, il quale impartiva direttive dal carcere per il tramite della moglie — si approvvigionava della sostanza stupefacente attraverso canali legati a fornitori della ‘ndrangheta nel vibonese.






