Di A.C.
a preso il via, questa mattina, l’udienza preliminare su due presunte associazioni mafiose, a nord di Lecce, specializzate nel traffico di droga.
Intanto, oggi, i comuni di Squinzano e Campi Salentina, la Provincia di Lecce e il Ministero dell’interno si sono costituiti parte civile. L’udienza si è svolta nell’aula bunker di Borgo San Nicola, davanti al gup Giulia Proto. Una trentina di imputati hanno chiesto il rito abbreviato e in due il patteggiamento della pena, mentre altri cinque non hanno chiesto riti alternativi. La prossima udienza si svolgerà il 14 ottobre, data in cui il giudice si pronuncerà sulle varie richieste.
Gli imputati rispondono, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio (cocaina, marijuana e hashish), rapina, lesioni aggravate, usura, estorsione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati: Giuseppe Presicce, Alessandro Costantini Dal Sant, Raffaele Benfatto, Alessandro Stomeo, Francesco Fasano, Biagio Palamà.
Le indagini condotte dal Nucleo Investigativo di Lecce, coordinato dal pm della Direzione distrettuale antimafia (Dda) Giovanna Cannarile, furono avviate con la cattura del latitante Sergio Notaro, già condannato nel primo maxi-processo alla Sacra Corona Unita per l’appartenenza alla frangia mafiosa guidata da Giovanni De Tommasi, attiva a Squinzano. Notaro, deceduto nel 2022, fu rintracciato in una dependance nelle campagne di Melendugno e l’indagine prese il nome “Escape”.
I successivi accertamenti investigativi hanno permesso di delineare la struttura di due frange operative riconducibili alla Sacra Corona Unita. Al vertice della prima, viene individuato Giuliano Notaro, figlio di Sergio. Al suo fianco, ci sarebbero stati Clemente Manni e Daniele Papa, di Trepuzzi; un 53enne (nel frattempo deceduto), originario di Squinzano; Ivan Perrone, residente a Porto Cesareo. In base alle indagini, l’altra frangia sarebbe stata composta da Massimo Scalinci, Ettore Francesco Quarta, Pasquale De Michele, Massimiliano Leuzzi, tutti di Campi Salentina.
Nel sistema, tre sarebbero state le organizzazioni impegnate nel traffico di droga: una operativa a Campi Salentina e Trepuzzi, diretta da Ivan Perrone e Clemente Manni; un’altra, sempre a Campi, guidata da Scalinci; e una terza, a Racale, da Tomas Manni.
Uno degli episodi più inquietanti è la rapina subita dall’avvocato Antonio Savoia tra l’8 e il 9 settembre 2019 a Trepuzzi. Secondo la ricostruzione della Dda, la mente dell’operazione sarebbe stata Daniele Papa, il quale avrebbe sfruttato la conoscenza dei luoghi acquisita durante alcuni lavori di giardinaggio. Il legale, sotto la minaccia delle armi e davanti agli occhi della moglie e dei figli minori, fu costretto ad aprire la cassaforte, consegnando un bottino di 6mila euro in contanti, orologi e preziosi, prima di essere rinchiuso in bagno con la sua famiglia. Si trattò, secondo gli inquirenti, di un atto aggravato dal metodo mafioso.





