Patteggiano la pena, i due fratelli accusati di tentato omicidio, ma anche l’uomo rimasto ferito nella sparatoria alla periferia di Gallipoli, che rispondeva della stessa accusa.
Il gup Marcello Rizzo, ieri, ha accolto l’istanza di patteggiamento a 5 anni di reclusione per il 46enne Michel Barba, difeso dall’avvocato Angelo Ninni. Hanno concordato la pena con il pm Alfredo Manca, anche i fratelli Bernardo e Gabriele Gatto, di 50 e 40 anni, assistiti dall’avvocato Alessandro Stomeo. Il primo ha patteggiato a 4 anni, 3 mesi, 10 giorni di reclusione e 1.600 euro di multa; il secondo, invece, a 4 anni e 6 mesi di reclusione con 2.000 euro di multa.
Ai fratelli Gatto erano stati contestati la detenzione e il porto illegale della carabina. Barba rispondeva di detenzione e porto illegale di arma clandestina, ma anche di ricettazione.
I fatti risalgono al pomeriggio del 27 ottobre del 2025, quando vi fu un’accesa discussione tra Barba e il padre dei fratelli Gatto. In base a quanto ricostruito dai poliziotti di Gallipoli, il 46enne estrasse un’arma (uno strumento a salve modificato) ed esplose un colpo che andò a conficcarsi contro un’auto parcheggiata nelle vicinanze.
A quel punto intervennero i figli in auto e Gabriele Gatto, indicato come esecutore materiale, sparò contro Barba almeno quattro colpi con una carabina, uno dei quali lo raggiunse all’emitorace posteriore sinistro. L’uomo fu trasferito d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi di Lecce e sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
Le indagini si avvalsero di testimonianze, intercettazioni, immagini delle telecamere, consulenze medico-legali e dello stub (l’esame per la ricerca di residui di polvere da sparo), eseguito sui due fratelli dopo l’agguato.
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