Un operatore socio-sanitario di 67 anni è finito sotto processo con l’accusa di aver filmato con il proprio cellulare le pazienti che entravano nei servizi igienici per rilasciare i campioni di urine. L’imputato, un uomo residente a Cavallino impiegato all’epoca dei fatti nel Ser.D. della Asl di Lecce, è stato rinviato a giudizio dal Gup Giulia Proto al termine dell’udienza preliminare. L’uomo deve rispondere dei reati di interferenze illecite nella vita privata e di detenzione di materiale pedopornografico.
Nel procedimento giudiziario, la Asl di Lecce si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Alfredo Cacciapaglia.
Nel corso delle indagini, il 67enne si era difeso sostenendo di aver scattato le fotografie per verificare che le pazienti depositassero effettivamente le proprie urine e non portassero campioni dall’esterno.
I fatti contestati risalgono ad agosto dello scorso anno. Secondo le indagini condotte dai Carabinieri del NAS e coordinate dal PM Alessandro Prontera, l’OSS agiva direttamente dalla sua postazione di lavoro: con lo smartphone riprendeva il monitor collegato alla telecamera posizionata all’interno dei bagni del servizio per le dipendenze. La consulenza informatica affidata all’ingegnere Silverio Greco ha evidenziato la presenza nel dispositivo di un video e 97 fotografie di donne riprese mentre effettuavano il prelievo per le analisi tossicologiche.
Nel corso dei controlli sul cellulare dell’imputato è emersa inoltre un’ulteriore pesante accusa: gli investigatori hanno rinvenuto l’immagine di una minorenne in atteggiamenti espliciti.
L’uomo, assistito dall’avvocato Giuseppe Talò, avrà la possibilità di respingere le accuse nel corso del dibattimento. Il processo si aprirà il 15 febbraio 2027 davanti al giudice monocratico Fabrizio Malagnino.





