Arriva uno sconto di pena in Appello per padre e figlia, accusati di avere perseguitato la titolare di un bar, con minacce telefoniche, insulti e provocazioni di vario tipo.
I fatti si inseriscono in un contesto d’indagine più ampio: quello delle intimidazioni con bombe e incendi ai danni di un locale di Presicce-Acquarica. Al termine del processo con rito abbreviato dei mesi scorsi, Lucio Mancino, 60enne del posto soprannominato “U Mamma”, era stato assolto per l’accusa di essere il mandante degli attentati. Invece, era arrivata una sentenza di condanna a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti, tentata estorsione e stalking.
Verdetto di condanna in primo grado anche per la figlia, Federica Mancino (36 anni, di Presicce-Acquarica), condannata a 2 anni con il beneficio della pena sospesa.
In Appello i giudici hanno disposto una riduzione della pena per entrambi:
- Lucio Mancino: condanna scesa a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni (attualmente agli arresti domiciliari).
- Federica Mancino: condanna scesa a 1 anno, 5 mesi e 10 giorni di reclusione (donna a piede libero).
Le indagini per estorsione e gli attentati al bar
L’inchiesta si è soffermata sulle intimidazioni ai danni dell’imprenditrice titolare del bar, messe in atto da Lucio Mancino al fine di ottenere la sub-locazione dei locali.
In base alle indagini condotte dai Carabinieri di Tricase, il 60enne avrebbe iniziato a minacciare la donna nel novembre del 2023:
- 15 maggio 2024: venne piazzato un ordigno rudimentale davanti al bar, rimasto inesploso per un malfunzionamento.
- 29 maggio 2024: il bar venne dato alle fiamme.
Lucio Mancino, ritenuto inizialmente il mandante delle intimidazioni (commissionate a tre individui rimasti ignoti), è stato assolto già in primo grado per questi specifici episodi. Il 60enne rispondeva inoltre di spaccio di cocaina per fatti avvenuti tra giugno e luglio del 2024.
L’arresto per padre e figlia era scattato il 25 gennaio del 2025.





