Nell’ambito di predisposti e mirati servizi di polizia giudiziaria volti alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, la Polizia di Stato ha tratto in arresto, nella serata di martedì 20 ottobre, un trentenne, residente nella provincia di Lecce, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’attività è stata condotta, ad Aradeo, dagli operatori della Squadra Mobile, che, nel corso di servizi mirati, hanno notato un frequente e sospetto via vai di persone dall’abitazione di un soggetto già noto per precedenti in materia di sostanze stupefacenti.
Alla luce di quanto osservato, gli agenti della Sezione Antidroga hanno proceduto a un controllo dell’uomo e a una perquisizione domiciliare.
Nel corso dell’attività, gli operatori, calpestando una mattonella sita a ridosso di un divano, si sono subito accorti che questa non era saldamente fissata al pavimento. Presumendo che al di sotto potesse essere nascosto materiale di provenienza illecita, hanno quindi provato a sollevarla. L’intuito degli investigatori ha trovato effettivo riscontro, dal momento che sotto alla mattonella è stata scovata una cassaforte, al cui interno era custodita della sostanza stupefacente.
All’esito delle operazioni, sono stati complessivamente rinvenuti e sequestrati 151,60 grammi lordi di marijuana, 405,00 grammi lordi di hashish e 19,20 grammi lordi di cocaina, oltre a materiale per il confezionamento e due bilancini di precisione.
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato tratto in arresto per l’ipotesi accusatoria di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione del P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.
Si specifica che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.






