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“Era solo uno scherzo, chiediamo scusa”. I due bulli di Nardò raccontano quel giorno di violenza

by Redazione
14 Dicembre 2017 15:13
in Cronaca
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Hanno deciso di parlare i due bulli di Nardò, accusati di sequestro di persona, rapina, tentata estorsione, violenza sessuale e pornografia minorile. Lo hanno fatto durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina, sei giorni dopo l’arresto. Gli adolescenti – assistiti dagli avvocati Massimo Muci, Tommaso Valente e Marcello Risi – hanno risposto alle domande del Gip Aristodemo Ingusci.

Hanno confessato, hanno chiesto scusa e raccontato la loro versione di quella mattina del 21 novembre quando hanno rinchiuso uno studente appena 15enne in un bagno pubblico e lo hanno costretto a masturbarsi mentre riprendevano la ‘bravata’ con il telefonino. Un video, diffuso su WhatsApp, diventato la prova regina. Ad incastrarli .

Si sono mostrati dispiaciuti.  Davanti al giudice hanno cercato di “giustificarsi” dicendo che avevano intenzione di fare solo uno scherzo. La situazione, insomma, gli sarebbe sfuggita di mano, degenerando in violenza. Non solo, i ragazzi hanno chiesto scusa alla vittima e alla sua famiglia. 

Venti minuti di violenza

I due adolescenti – che provengono da contesti familiari delicati – hanno avvicinato il 15enne mentre si trovava alla fermata dell’autobus. Lo conoscevano solo di vista, nulla che possa spiegare come mai lo abbiano preso di mira. Con modi apparentemente gentili lo hanno invitato a seguirli, poi con la forza lo hanno chiuso in un bagno pubblico del centro storico di Nardò.

Da quel momento è stata un’escalation di violenza culminata quando lo hanno costretto a compiere atti di autoerotismo davanti alla telecamera di un cellulare. Per venti interminabili minuti, il 15enne è ostaggio dei suoi ‘aggressori’. Chiuso nel bagno senza la possibilità di fuggire, né di chiedere aiuto. Umiliato, derubato e ricattato: per 10 euro gli avrebbero restituito il giubbotto e le scarpe che gli avevano tolto. L’incubo è finito, grazie a quel filmato diventato virale e finito nelle mani di una mamma che lo ha consegnato ai genitori.

All’interrogatorio di oggi, come detto, erano presenti  gli avvocati Massimo Muci, Tommaso Valente e Marcello Risi ed il pm del tribunale per minorenni Imerio Tramis che ha voluto assistere.

Tags: bullismo
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