Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura di Lecce, per far luce, dopo l’esposto della famiglia, sulla morte di un ragazzo di Collepasso, trovato impiccato a 20 anni, in cui si fa riferimento all’ipotesi di una sfida social finita in tragedia.
Il giovane studente di ingegneria è deceduto il 20 settembre scorso. Dopo la denuncia dei genitori del ragazzo, la Procura ha aperto un’indagine.
Il 20enne è stato trovato impiccato ad un albero nel giardino di casa la mattina del 20 settembre. Si è pensato ad un suicidio. La famiglia non crede però a questa ipotesi e nell’esposto ipotizza che il decesso del ragazzo sia legato ad una sfida social sulla capacità di resistere al soffocamento. I genitori chiedono di disporre approfondimenti informatici su PC e cellulare.
Assistiti dall’avvocato Walter Zappatore, nello specifico, chiedono agli inquirenti di accertare se il figlio sia stato indotto o condizionato da qualcuno a compiere una sfida estrema. Il computer – come evidenziato nell’esposto-memoria – aveva il microfono acceso e collegato ad una piattaforma online con possibilità di dialogo e il telefono era accanto al corpo. L’ipotesi è che il ragazzo stesse conversando o chattando con qualcuno oppure che dovesse fotografare o filmare qualcosa per poi inviarla. Sono questi gli elementi sollecitati agli inquirenti, insieme al ritrovamento nella sua camera da letto di un cappio composto da due cavi del computer.
I genitori chiedono, quindi, di accertare quello che è accaduto la notte tra il 19 e il 20 settembre, quando il ragazzo sarebbe rimasto al PC fino alle 5 del mattino e, quattro ore dopo, è stato trovato morto. L’ultima persona ad averlo visto in vita è stata la madre. La famiglia esclude segnali di disagio, ricordando che qualche giorno prima della tragedia aveva iniziato il primo anno di università per diventare un ingegnere informatico.
Si attendono gli sviluppi della delicata inchiesta.





