Si sono conclusi a Bari nei giorni scorsi i lavori del congresso regionale dei Giovani Democratici di Puglia, un appuntamento che ha visto la partecipazione entusiasta di cento delegati e delegate giunti da ogni angolo della regione nella sede del PD barese. Un passaggio di testimone cruciale per la giovanile dem, sintetizzato nel titolo scelto per l’evento: “Sciamn”.
“In una terra in cui spesso il verbo ‘andare’ viene collegato ad andare via, abbiamo scelto che ‘Sciamn’ significhi ‘andiamo a costruire il futuro del nostro Paese’.”
Nuovi vertici ed elezioni all’unanimità
Il congresso ha sancito l’elezione all’unanimità dei nuovi vertici regionali dell’organizzazione:
Giulio Raganato (Presidente Regionale): originario di Copertino e già presidente provinciale dei GD Salento, Raganato approda alla presidenza regionale dopo anni di militanza attiva. Sotto la sua guida sul territorio leccese, insieme al segretario provinciale Cosimo Dima, il movimento ha ritrovato grande slancio, portando alla nascita del nuovo circolo di Lecce e al rafforzamento di quello di Taviano, oggi tra i primi della regione per numero di tesserati.
Isanna Maldarizzi (Segretaria Regionale): originaria di Mottola e già responsabile scuola della segreteria nazionale dei GD, raccoglie il testimone della guida dell’organizzazione da Claudia Caputo, segretaria regionale uscente che ha aperto i lavori della giornata.
Gli interventi e la presenza delle istituzioni
I lavori congressuali hanno visto una folta partecipazione sia dei dirigenti nazionali della giovanile — con la presenza di Alessandro Monciotti, Paky Tiani e Tiziana Elli per la segretaria nazionale GD — sia dei rappresentanti del Partito Democratico. Tra gli ospiti intervenuti figurano il senatore Francesco Boccia e i consiglieri regionali De Santis, Pagano e Ciliento.
La linea politica: formazione, lavoro, pace e autonomia
Nel suo articolato discorso di insediamento, il neo-presidente Giulio Raganato ha tracciato la rotta per il futuro dei Giovani Democratici pugliesi, puntando su alcuni pilastri fondamentali:
Autonomia e formazione: necessità di investire sulla formazione politica e di mantenere una voce critica e indipendente anche all’interno dello stesso partito, facendosi garante dell’indipendenza di tutti i militanti.
Pace e diritti: un netto rifiuto verso la “normalizzazione della guerra” dentro e fuori le istituzioni.
Lavoro e dignità: opposizione drastica a logiche di sfruttamento, precarietà e lavoro povero. “Dobbiamo dire no all’idea che al lavoro non si associ più l’emancipazione e il riscatto delle persone, ma povertà e persino la morte.”
Sfide regionali: sostegno all’operato del presidente Antonio Decaro e del Pd pugliese nelle battaglie a tutela della sanità pubblica e al contrasto all’autonomia differenziata.






