Di Fernando Nazaro
È sotto gli occhi di tutti che la movimentazione turistica degli anni scorsi quest’anno non c’è stata. Se da un lato consola il fatto che non si sono raggiunte nel bel mezzo dell’estate quelle situazioni di criticità che hanno messo a dura prova la tenuta del territorio è anche vero che presenze inferiori nel mese di luglio non sono una buona notizia per l’industria turistica locale.
E da tempo che ho suggerito la definizione di un perimetro di nuova programmazione per l’accoglienza e la gestione dei flussi turistici, con l’obiettivo di immaginare nuove strategie di promozione dell’immagine di una terra che ha bisogno di rinnovarsi. Per troppo tempo abbiamo fatto esclusivo affidamento su quelle attività di marketing svolte tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000. Senza però tener presente che tutte le dinamiche economiche seguono una parabola ciclica, è certamente quel ciclo è finito. Bisogna aprirne un altro.
Il Salento ha scontato peccati originali come l’eccessiva distanza geografica e la carenza di soluzioni logistiche e di trasporti, il tutto aggravato dall’incertezza del quadro politico internazionale e dall’aumento del carburante. Ma ciò che più va messo sui tavoli di una riflessione attenta ed accurata e la concorrenza che oggi riescono a mettere in atto altri Paesi che si sforzano, con successo, di rendere la vacanza più conveniente e innovativa.
Oggi occorre qualità, che non può essere data soltanto dalla bellezza del paesaggio, del mare, delle nostre tradizioni e delle feste di paese, il turista è esigente, vuole di più, pretende servizi e fa le vacanze come un tempo le avrebbe fatte solo una persona benestante.
Quasi nessuno rinuncia più alle comodità, gli stranieri vogliono i lidi attrezzati, i ristoranti di pesce, gli eventi e gli spettacol. E infatto sono proprio i forestieri a mancare in questa calda, caldissima estate salentina.
Ora, senza criticare nessuno per non mortificare gli sforzi di tanti imprenditori capaci e responsabili, è tempo ti costruire una nuova architettura per l’economia turistica di questa terra, inserirla in un contesto più ampio e cogliere le sfide dell’attualità non solo come un’occasione di sviluppo ma come un dovere civico, verso noi stessi e le nostre comunità.






