Dal Salento alla Svizzera. La storia di Ludovico, un giovane che ce l’ha fatta

Ludovico, 23 anni, originario di Specchia e diplomato presso l'Istituto 'Don Tonino Bello' di Tricase - Alessano, oggi è impiegato in un'azienda svizzera. 'Grazie alle competenze della mia scuola, oggi posso lavorare all'estero. Ai miei coetanei salentini consiglio di studiare'.



Gli occhi diventano lucidi se si parla della sua terra d’origine, il Salento. Quel luogo a cui è fortemente legato e dal quale non sarebbe mai e poi mai andato via. Eppure, a volte, la vita porta a compiere delle scelte professionali drastiche. Emigrare all’estero pur di trovare un’occupazione stabile. È la storia di Ludovico Boccadamo, 23enne originario di Specchia, oggi impiegato in un’azienda svizzera partner di fiducia della Rolex.

 Il suo impiego prevede delle operazioni di “laminaggio” all’interno di una fabbrica. Qui, viene chiamato ad utilizzare dei macchinari specifici con cui si effettua la lavorazione del prodotto. Competenze acquisite dopo mesi di sacrificio, affiancamento ed una formazione iniziata studiando all’Istituto “Don Tonino Bello” di Tricase-Alessano, di cui è dirigente scolastico la professoressa Anna Lena Manca.

“Se oggi riesco ad utilizzare certe apparecchiature è anche grazie all’esperienza di stage organizzata dalla mia scuola – tiene a precisare Ludovico durante una bella intervista rilasciata a LecceNews24.it – che mi ha visto protagonista sul campo”.

“In Svizzera – prosegue – vale il detto ‘carta canta’. Dopo una fase di tre mesi in cui ho dovuto imparare la lingua, ricevendo l’attestato, l’azienda ha preso in considerazione il mio curriculum. Dopodiché, valutato il diploma conseguito e riconosciuto per l’attività che oggi svolgo con passione, sono giunti tre mesi di prova. Finché, terminati pure questi, è arrivata l’assunzione a tempo indeterminato”.

Badate bene, però, cari utenti. Questa storia non può affatto essere considerata tutta “rose e fiori”. Perché a Ludovico il suo territorio manca da morire. “Professionalmente parlando sto trascorrendo un periodo bellissimo – specifica – ma non posso non affermare quanto mi manchi il Salento. Mentre sono in aereo, nella fase di atterraggio e vedo il mare, sentendomi a casa, scende sempre una lacrima”.

Tenacia, coraggio e un pizzico di amarezza. I sentimenti che pervadono il cuore di questo ragazzo del sud Salento risultano contrastanti. Da un lato la soddisfazione personale d’avercela fatta; dall’altro, l’assenza della famiglia, degli affetti, del paesaggio che adora più di sé stesso.

Da qui, il consiglio ai coetanei: “Studiate, ragazzi – aggiunge – perché il futuro deve essere qui e non altrove. Serve arricchire questa terra di menti eccezionali per dare l’opportunità di realizzarsi senza dover partire fuori. Imparate nuove lingue, fate anche esperienze all’estero. Quel bagaglio ottenuto, un giorno, potrebbe garantire delle prospettive alla nostra amata terra!”.

Ultima modifica: 23 agosto 2017 12:30

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