Di Maria Teresa Giaffreda
Sono pochissimi i luoghi al mondo che ci offrono scenari suggestivi e incantevoli come quello dell’incontro tra due mari e, insieme ad Alaska, Nuova Zelanda e Grecia, il Salento si pregia di questo spettacolo di indescrivibile bellezza.
È a Santa Maria di Leuca, infatti, che il mar Jonio e il mar Adriatico si abbracciano senza mai mescolarsi per via di diversa temperatura e salinità, dove il moto ondoso permette all’acqua solo di sfiorarsi come se ci fosse una barriera immaginaria, in quella che possiamo definire una vera e propria sorpresa della natura.
Il luogo preciso in cui possiamo assistere a questo scenario unico è a Punta Meliso, dove tutto appare visibile senza ausili ottici, ma molti non sanno che dietro questo scenario unico vi è una leggenda altrettanto affascinante.
Il punto d’incontro tra il mar Jonio e quello Adriatico era dominato da una divinità bianca, metà donna e metà pesce, di nome Leucasia, che nonostante le abilità seduttive infallibili non riuscì a conquistare il giovane Meliso, troppo innamorato della sua ragazza Aristula. Leucasia per vendicarsi sprigionò un vento così forte da farli separare, sbattendogli su degli scogli sino ad ucciderli. Ma la dea Minerva, che assistette alla terribile azione di Leucasia, decise di renderli immortali trasformandoli in pietra, in quelli che oggi sono Punta Ristola e Punta Meliso, che sembrano quasi tendersi l’uno verso l’altra. Ma anche Leucasia si trasformò in pietra per rimorso diventando la più bianca delle rocce, cioè l’attuale Santa Maria di Leuca.
La città di Leuca rappresenta il punto più estremo della regione ed è considerata da sempre una delle destinazioni più belle del nostro Paese proprio perché conserva l’incredibile incontro tra due mari, un orgoglio tutto firmato Salento che ci proclama tra i luoghi più belli al mondo.






