Un’ora in più di sonno, pomeriggi che sembrano più corti e quella solita domanda che torna puntuale due volte l’anno: le lancette vanno spostate avanti o indietro? Il cambio dell’ora è uno di quegli appuntamenti che conosciamo bene, ma che riesce comunque a confonderci ogni volta. Con l’arrivo dell’autunno salutiamo l’ora legale e diamo il benvenuto all’ora solare. In primavera, invece, si fa il percorso inverso, con giornate che si allungano e più luce da godersi dopo il lavoro. Ma perché cambiamo ora? Qual è la differenza tra ora solare e ora legale? E soprattutto, quando bisogna spostare le lancette dell’orologio?
Si tratta di domande che spesso generano confusione, anche perché il passaggio da un orario all’altro avviene soltanto due volte l’anno. Con l’arrivo dell’autunno si torna all’ora solare, mentre in primavera entra nuovamente in vigore l’ora legale. Un cambiamento che influisce sulle nostre giornate, sulle ore di luce e, almeno per una notte, anche sul tempo dedicato al sonno. Ma se ancora ci fosse un po’ di confusione facciamo chiarezza.
Ora solare, lancette indietro e un’ora di sonno in più
Si chiama ora “solare” o anche “civile convenzionale” perché è quella che segue il ciclo naturale del sole. È quindi quella che dovremmo seguire sempre tutto l’anno. In Italia, il ritorno all’ora solare avviene l’ultima domenica di ottobre. Alle 3:00 del mattino, le lancette dell’orologio devono essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2:00.
L’ora “solare” consente di dormire ben un’ora in più, ma nel corso della giornata – e ce ne accorgeremo subito – farà buio prima rispetto a quanto siamo abituati durante il periodo in cui vige l’ora legale. Non è il sole a cambiare abitudini, naturalmente: è il nostro orologio a essere regolato diversamente rispetto all’orario estivo.
Il cambio dall’ora legale a quella solare non è contemplato esclusivamente in Italia, ma è adottato dalla maggior parte dei paesi occidentali. Russia, Argentina, India e parte dell’Australia, invece, non lo fanno.
L’ora legale
L’ora legale è il sistema che permette di sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore serali, spostando avanti di un’ora l’orario ufficiale rispetto a quello solare. In Italia, l’ora legale entra in vigore l’ultima domenica di marzo. L’idea alla base dell’ora legale è semplice: sfruttare meglio la luce del sole durante i mesi primaverili ed estivi, riducendo, almeno in parte, la necessità di utilizzare l’illuminazione artificiale nelle ore serali.
È proprio questa la differenza principale tra i due orari: l’ora solare segue l’orario standard, mentre l’ora legale lo anticipa di 60 minuti per spostare più avanti la luce del giorno rispetto agli impegni quotidiani.
Istituita a partire dal 1961, i successivamente abolita e ripristinata in molte occasioni, è rientrata a pieno regime in via definitiva nei primi anni Ottanta, estendendola in durata dai 4 ai 6 mesi. A seguire, nel 1996 si decise per una dilatazione ulteriore di un altro mese. Il cambio di questa notte avverrà in contemporanea in tutta l’Unione Europea ed in Svizzera.
Il passaggio dall’ora legale all’ora solare e viceversa è un appuntamento che si ripete ogni anno e che continua a creare qualche dubbio. Ricordare una semplice regola può aiutare a evitare ogni confusione: a ottobre si spostano le lancette indietro di un’ora, mentre a marzo si spostano avanti. Due piccoli cambiamenti sul quadrante dell’orologio che, ogni anno, segnano il passaggio tra le stagioni.
E adesso la domanda è una sola: voi siete del team ora legale, con le sue lunghe serate luminose, o del team ora solare, con la sua meritata ora di sonno in più?






