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‘Vortice-Dèjà-vu’: gran parte degli imputati ha scelto il rito abbreviato

by Angelo Centonze
22 Ottobre 2015 19:24
in Cronaca
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Erano 96 gli imputati, tra ‘capi’ e ‘gregari’ del clan, in attesa di conoscere il proprio destino processuale. Questa mattina, difatti, nell’aula bunker del carcere di Borgo ‘San Nicola’ si è tenuta l'udienza preliminare relativa alla triplice inchiesta ‘Vortice-Dèjà-vu’, ‘Paco’ e ‘Vortice Dèjà-vu ultimo atto’. La maggior parte degli imputati ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato e dovrà comparire innanzi al giudice il 3 febbraio. Si inizierà con l'abbreviato ‘condizionato’ di Notaro e si proseguirà con la requisitoria del pm. Mentre l'11 marzo è stata fissata la sentenza.
 
Gli altri, saranno giudicati con il processo ordinario; domani, quando termineranno di discutere gli avvocati (oggi ha preso la parola il pm Guglielmo Cataldi), il gup deciderà sul rinvio a giudizio, e verranno fissate le date. Soltanto un imputato ha presentato richiesta di patteggiamento. (in allegato, l'elenco completo dei 96 imputati).
 
Le indagini, iniziarono dopo il tentato omicidio avvenuto tre anni fa, di Marino Manca e  Luca Greco, su ordine del boss Sergio Notaro, con il quale i due criminali erano in contrasto per il controllo delle attività illegali nella zona. Questa operazione investigativa,  condotta dai carabinieri del Ros di Lecce e dai militari della Compagnia di Campi Salentina, consentì di svelare le attività del gruppo criminale, attivo soprattutto nello spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana e cocaina in particolare) e nelle estorsioni ai danni degli acquirenti di partite di droga. A quell’operazione seguì, nel gennaio di quest’anno, il blitz ‘Paco’, grazie al quale fu smantellato il clan capeggiato dal boss Sergio Notaro, fino ad arrivare al blitz ‘Vortice Dèjà-vu ultimo atto’, avvenuto a marzo.
 
Molti retroscena sui fatti di sangue sono emersi grazie all'intensa attività di intercettazioni ambientali nel carcere di Borgo San Nicola, chieste d'urgenza dalla Dda di Lecce e poi eseguite dal Reparto Operativo- Nucleo Investigativo dei Carabinieri che ha permesso, infatti, di svelare alcuni retroscena sulla guerra di mafia nel Nord Salento, tra il gruppo di Notaro e quello di Marino Manca, ma anche all'interno dello stesso gruppo di Notaro, dove cominciarono a serpeggiare malumori. I militari, difatti, hanno continuato a monitorare con cimici e microspie piazzate nella sala colloqui del carcere, il 55enne di Squinzano Sergio Notaro (detto Panzetta) e i suoi collaboratori. Sergio Notaro  fu catturato il 2 dicembre dello scorso anno a Cellino San Marco, dopo un periodo di latitanza, seguendo i movimenti dei suoi sodali, Vincenzo Stippelli e Gianluca Tamborrini. Entrambi sono stati oggetto d'intercettazioni ambientali in carcere e quest'ultimo in una conversazione con la compagna, rivela di essersi distaccato da Sergio Notaro.

Tags: operazione-vortice-dejavu
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