Condanna alla pena di 5 anni di reclusione per un 34enne originario di Matino, accusato di aver ripetutamente picchiato sotto effetto di droga la ormai ex compagna, anche quando era incinta. L’uomo è poi accusato di averla minacciata di morte con frasi del tipo: “Ti uccido. Sei solo mia”. Non solo: l’avrebbe pedinata e tempestata di telefonate.
Al termine del processo di primo grado, i giudici in composizione collegiale (presidente Pietro Baffa), nella giornata di ieri, hanno emesso il verdetto di condanna. Il 34enne rispondeva delle accuse di maltrattamenti in famiglia e stalking. L’uomo, assistito dall’avvocato Francesco Fasano, potrà fare ricorso in Appello. In favore della vittima, costituita parte civile con l’avvocato Mario Serafini, i giudici hanno disposto il risarcimento in separata sede.
I fatti si sarebbero verificati tra marzo del 2023 fino a dicembre del 2024 e l’inchiesta ha preso il via dalla denuncia della vittima. L’uomo, in stato di alterazione da sostanze stupefacenti, in base all’accusa distruggeva gli arredi di casa, inveendo contro di lei. Non solo: la picchiava con schiaffi, calci e pugni, provocandole una serie di ematomi. Queste condotte si sarebbero verificate anche quando i due erano in macchina e lui, per spaventarla, finiva per guidare contromano. In un’altra circostanza, dopo l’interruzione del rapporto sentimentale, avrebbe fatto il gesto del coltello con le mani alla gola, rivolgendosi all’uomo che l’accompagnava in auto dopo averlo costretto a fermarsi frapponendo la propria vettura.
Dopo l’interruzione della relazione, la donna ha trovato accoglienza e aiuto in una casa famiglia. Il 34enne era stato precedentemente sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento e, a seguito della violazione delle prescrizioni, ristretto ai domiciliari.





