Con l’inizio della stagione balneare, le nostre spiagge tornano a riempirsi di famiglie e bambini. Purtroppo, si rinnova anche un’abitudine diffusa ma inaccettabile: la cattura di piccoli animali marini come pesci, granchi, meduse e molluschi, imprigionati nei secchielli da spiaggia.
Su questo tema interviene con fermezza l’Assessore alla Salute e al Benessere degli Animali del Comune di Lecce, Andrea Guido, lanciando un appello accorato a genitori, residenti e turisti.
«È tempo di dire basta — dichiara l’Assessore Andrea Guido —. Per troppi bambini, spesso purtroppo tollerati o incoraggiati dai genitori, la spiaggia diventa un luogo di battaglia e di sofferenza per le creature marine. Mettere questi animali nei secchielli non è un gioco innocente, è una crudeltà che non possiamo più ignorare».
Una prigione d’acqua: i rischi mortali per la fauna marina
Le piccole creature catturate sul bagnasciuga vanno incontro a una morte lenta e dolorosa per ragioni precise che l’Assessorato intende monitorare e prevenire shock termico, l’acqua nei secchielli sotto il sole si scalda in pochissimi minuti, superando i limiti di tolleranza biologica delle specie; asfissia, La scarsa quantità d’acqua si priva rapidamente di ossigeno, portando al soffocamento e traumi e stress, la manipolazione e la convivenza forzata in spazi minimi causano ferite e stress letali.
«In questo modo — prosegue l’Assessore Guido — non stiamo educando i nostri figli al rispetto della vita. Stiamo trasmettendo il messaggio errato che gli esseri viventi siano oggetti da catturare e tormentare per il proprio intrattenimento. Un secchiello non è una casa, è una prigione di sofferenza».
L’Assessorato ricorda che la tutela della fauna marina non è solo un dovere morale, ma un obbligo di legge. Gli animali marini godono delle medesime tutele giuridiche degli animali di terra. La loro detenzione nei secchielli può configurare reati puniti direttamente dal Codice Penale.






