Una nuova e straordinaria nidificazione di Caretta caretta accende i riflettori sulla costa dell’Area Marina Protetta (AMP) di Porto Cesareo. Un nuovo nido è stato individuato nel tratto di spiaggia compreso tra Torre Chianca e Torre Lapillo, nei pressi del Lido Bassamarea.
Questo evento conferma il ruolo sempre più strategico che il litorale salentino riveste per la conservazione e la tutela della tartaruga marina nel Mar Mediterraneo.
La Scoperta e il Tempestivo Intervento sul Posto
Il ritrovamento è stato effettuato da una volontaria del Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento, realtà che collabora attivamente con l’AMP per il monitoraggio delle nidificazioni.
Subito dopo l’individuazione delle tracce lasciate dalla femmina sulla sabbia, è intervenuto il direttore del Centro Recupero, Piero Carlino. L’esperto ha confermato ufficialmente la presenza del nido analizzando il body pit, ovvero la buca scavata dalla tartaruga per la deposizione delle uova.
Le operazioni di messa in sicurezza sono scattate immediatamente delimitazione temporanea dell’area da parte dei volontari; recinzione definitiva e installazione della segnaletica informativa a cura degli operatori dell’AMP e posizionamento di un datalogger, uno strumento tecnologico fondamentale per monitorare costantemente la temperatura della sabbia durante tutto il periodo di incubazione.
L’attività rientra in un più ampio progetto scientifico promosso dall’AMP Porto Cesareo e dal Museo di Storia Naturale del Salento, volto a censire la popolazione di Caretta caretta, raccogliere dati scientifici e sviluppare strategie di tutela per questa specie particolarmente vulnerabile.
Un supporto determinante è stato fornito dall’Ufficio Locale Marittimo – Guardia Costiera di Porto Cesareo, che ha affiancato il personale del parco nelle operazioni di protezione, garantendo la sicurezza dell’area.
Il Commento delle Istituzioni e l’Appello a Cittadini e Turisti
L’entusiasmo per il ritrovamento è evidente nelle parole di Marco Dadamo, direttore dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo: «Questo evento conferma ancora una volta l’importanza della nostra Area Marina Protetta quale luogo di straordinario valore per la tutela delle tartarughe marine, che scelgono questo tratto di costa come sito ideale per la nidificazione e la conservazione della specie. Rivolgiamo un appello a cittadini e turisti affinché collaborino con noi, rispettando le aree protette e adottando comportamenti responsabili. Ogni nido rappresenta un indicatore della qualità ambientale del nostro mare.»
Il direttore Dadamo ha inoltre espresso un profondo ringraziamento a tutti gli attori coinvolti nella rete di salvaguardia: la Guardia Costiera, i volontari di Legambiente, gli operatori del CEA Porto Cesareo e gli esperti del Centro Recupero.
Questo ennesimo ritrovamento dimostra che la sinergia tra istituzioni, ricerca e volontariato scientifico è l’unica strada percorribile per ottenere risultati concreti nella salvaguardia della biodiversità marina del Mediterraneo.








