Il Sindaco di Specchia, Anna Laura Remigi, accusata di aver offeso la memoria di Luigi Cadorna, il “maresciallo d’Italia”, figura di rilevanza storica, a capo dell’Esercito Regio nella prima guerra mondiale, è stata condannata per diffamazione. Il giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Andrea Giannone, le ha inflitto una multa di 800 euro, oltre al pagamento delle spese processuali, disponendo la sospensione della pena.
Il Sindaco di Specchia è stato condannato anche al risarcimento dei danni da liquidarsi in separato giudizio e al pagamento di 2mila euro per le spese di costituzione, in favore della parte civile. Parliamo di Carlo Cadorna, nipote del generale e colonnello in congedo. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Carlo Cadorna si era costituito parte civile con l’avvocato Andrea Tirondola.
Ricordiamo che il primo cittadino era stata denunciata da Carlo Cadorna, colonnello in congedo, nipote di Luigi. Va detto, però che per alcune affermazioni, ritenute meno gravi, era stata disposta l’archiviazione. Per altre il Gip dispose l’imputazione coatta. Il giudice affermava nel provvedimento: «Esula dai limiti del diritto di critica pronunciare in pubblico per poi pubblicarne il video sul web, espressioni quali “povero idiota”, “pazzo furioso”, “macellaio” e “omicchio di guerra”, accostandolo a figure del passato quali il mostro di Firenze o Jack lo Squartatore».
Le indagini sono state coordinate dal pm Erika Masetti.
La querelle è nata dalla modifica del nome di una via a Specchia, intitolata inizialmente a Luigi Cadorna, per poi diventare via Gino Strada.
A suscitare la disapprovazione del nipote ottantenne di Luigi Cadorna furono le esternazioni della Remigi che, nel dicembre 2022, annunciò di voler mutare il nome della via del centro di Specchia, intitolandola a Gino Strada. Il motivo? Sostituire a una immagine “di guerra” quella portata nel mondo da un “uomo di pace”.
In un post su Facebook, Anna Laura Remigi ha dichiarato: “Rispetto la sentenza consapevole che io non ho mai avuto intenzione di diffamare od offendere nessuno. Ringrazio i miei Avvocati Luigi Pastore e Paolo Spalluto per il lavoro e la vicinanza e quanti mi hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro appoggio. Ringrazio il prof. Alessandro Barbero per aver portato a mio favore la sua preziosa ed autorevole testimonianza. L’operazione di cambio di denominazione della strada continuerà lo stesso essendo questa questione processuale legata solo alla mia persona. Prepareremo l’appello convinta, come sono, della mia innocenza. Non è mia intenzione dimettermi da Sindaco per un presunto reato d’opinione storica. Grazie a quanti comprenderanno”.





