Nonostante l’eccezionale afflusso turistico e la pressione legata alle festività di Ferragosto, l’Arma dei Carabinieri mantiene altissima la guardia sul fronte della tutela delle persone vulnerabili e del contrasto alla violenza di genere. Nelle ultime ore, il dispositivo di prevenzione e controllo del Comando Provinciale di Lecce ha portato a termine due distinti interventi nel Capo di Leuca, ad Alessano e a Presicce-Acquarica.
Alessano: condanna definitiva per maltrattamenti all’ex moglie
Ad Alessano, i Carabinieri della Stazione locale hanno arrestato un 49enne del posto, che dovrà espiare una pena residua di un anno, undici mesi e dieci giorni di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia. La vicenda risale all’ottobre dello scorso anno, quando la donna aveva denunciato condotte vessatorie, minacce e ingiurie iniziate durante la separazione giudiziale nel luglio 2025. L’escalation si era verificata a inizio ottobre, con un violento litigio davanti ai figli minori, sfociato in danneggiamenti in casa e nell’ordine di allontanamento intimato alla vittima. L’attivazione immediata del “Codice Rosso” ha permesso di completare l’iter giudiziario giunto ora all’esecuzione della sentenza definitiva.
Presicce-Acquarica: custodia cautelare in carcere per aggressioni all’anziana madre
A Presicce-Acquarica, i militari hanno invece eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, nei confronti di un 48enne gravemente indiziato di maltrattamenti ai danni dell’anziana madre. Le indagini hanno fatto emergere un contesto di soprusi durato circa cinque mesi tra minacce, ingiurie e aggressioni verbali. Dopo una prima denuncia a piede libero, l’ulteriore aggravamento della situazione e una presunta aggressione fisica in casa hanno spinto i Carabinieri a richiedere una misura più stringente. L’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Lecce.
Naturalmente, per quest’ultimo caso, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.






