Un cittadino nigeriano di 60 anni, accusato di aver minacciato l’ex senatore Dario Stefano e gli agenti della sua scorta, è finito in arresto. La vicenda si inserisce in un contesto delicato: di recente, infatti, lo stesso Stefano aveva già denunciato di essere stato oggetto di intimidazioni.
Il processo per direttissima
Oggi ha preso il via il processo per direttissima nei confronti dell’imputato, Serol Joh, contestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. L’uomo è comparso davanti al giudice Pietro Baffa, il quale al termine dell’udienza ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
Il dibattimento entrerà nel vivo il 21 ottobre, a seguito della richiesta di un termine a difesa avanzata dall’avvocato difensore dell’indagato, Antonio Bovino.
La dinamica dei fatti
I fatti contestati risalgono a domenica scorsa. Il 60enne avrebbe raggiunto l’abitazione di alcuni parenti dell’ex senatore, introducendosi all’interno del vano scale per attenderne l’arrivo. Alla vista di Stefano, l’uomo lo avrebbe affrontato pronunciando frasi intimidatorie: «So chi sei, so che qui abita la madre di tua moglie».
Subito dopo, l’indagato avrebbe iniziato a minacciare di morte gli agenti della scorta. Accompagnato presso gli uffici della Questura, l’uomo avrebbe continuato a inveire contro i poliziotti, spintonandoli e danneggiando l’arredo dei locali, fino al formale arresto disposto dal PM Alfredo Manca.
Le dichiarazioni dell’indagato e le indagini della Digos
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, l’uomo ha respinto tutte le accuse, sostenendo che «la polizia ha inventato tutto».
Nel frattempo, proseguono gli accertamenti condotti dalla Digos e dagli uomini delle Volanti per chiarire come il sessantenne sia riuscito a individuare con precisione l’abitazione dei familiari di Stefano e a raggiungerla prima del suo arrivo. Dalle prime verifiche è emerso che l’uomo, dichiaratosi senza fissa dimora, risulterebbe avere 46 alias registrati in diverse località italiane, svariati precedenti penali per droga e resistenza, oltre a diversi provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale mai eseguiti.





