Finiscono a processo Mauro Vizzino, 45enne di Mesagne, ex consigliere regionale pugliese e già presidente della commissione Sanità, e suo cognato Leonardo Perez, 37enne calciatore professionista anch’egli di Mesagne. Quest’ultimo, all’epoca dei fatti, militava nella Virtus Francavilla ed attualmente è in forza alla Virtus Erchie.
I due erano finiti sotto inchiesta con l’accusa di essere, rispettivamente, l’istigatore e il mandante dell’intimidazione a colpi d’arma da fuoco avvenuta nella notte del 23 febbraio 2023 ai danni dell’allenatore salentino Antonio Nicola Calabro, all’epoca sulla panchina della Virtus Francavilla ed attualmente allenatore del Padova. Rispondono delle ipotesi di reato di minaccia aggravata e porto abusivo di arma.
L’udienza si è svolta oggi davanti al gup Luca Scuzzarella del Tribunale di Lecce. Antonio Calabro (non era presente in aula), assistito dall’avvocato Marco Castelluzzo, si è costituito parte civile.
Il giudice al termine dell’udienza ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del sostituto procuratore, Alessandro Prontera. Il processo prenderà il via l’11 gennaio del 2027 davanti al giudice monocratico Marco Marangio Mauro, nel corso del quale potranno difendersi dalle accuse. Mauro Vizzino e Leonardo Perez sono assistiti dall’avvocato Carmine Alessandro Dell’Aquila e fin dall’inizio hanno respinto con forza ogni addebito.
Il pm inizialmente aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta quando era indagato soltanto il calciatore. Dopo ulteriori accertamenti richiesti dal giudice ci fu l’avviso di conclusione in cui risultava indagato anche Vizzino.
Va detto che non sono stati individuati gli autori materiali della presunta spedizione punitiva.
I fatti risalgono a tre anni fa. Quella notte, gli esecutori materiali arrivarono in via San Giovanni a Melendugno, parcheggiando la propria vettura sotto l’abitazione di Calabro. E poco dopo ci fu l’esplosione dei colpi, sparati da un fucile a canne mozze che distrussero il lunotto e la parte posteriore dell’Audi A6 di Calabro. L’arma, in base all’accusa, era stata trasportata a Melendugno a bordo di una Smart ForTwo (quella usata per la fuga dagli esecutori materiali) intestata proprio a Perez.
Al mattino, fu lo stesso Calabro ad accorgersi di quanto accaduto nel corso della notte. Dopo la denuncia, prese il via un’indagine che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e dai filmati delle telecamere.
Il movente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è da individuare nel risentimento di Perez verso Calabro, poiché il calciatore, quell’anno (era in forza alla Virtus Francavilla, in Lega Pro), era stato utilizzato poco dal suo allenatore. A quel punto, sempre in base all’ipotesi accusatoria, il giocatore decise di pianificare la ritorsione in concorso morale e materiale con il cognato.
Mauro Vizzino e Leonardo Perez fin dall’inizio hanno respinto con forza ogni accusa.





