Di A.C.
Termina con la condanna a tre anni di reclusione ciascuno (con detenzione domiciliare), il processo con rito abbreviato nei confronti dei due 21enni foggiani, finiti in manette a Galatone, nell’ottobre scorso, su ordinanza del gip Maria Francesca Mariano, come richiesto dal pm Alfredo Manca. Il motivo? Trasportavano in auto, 108 candelotti artigianali denominati “Satanello Foggia 24” per oltre due chilogrammi di miscela esplodente. Dopo un periodo trascorso in carcere, attualmente i due si trovano ai domiciliari.
Il verdetto è stato pronunciato ieri dal gup Marcello Rizzo. Sono difesi dagli avvocati Luigi Marinelli e Francesco Americo e potranno fare ricorso in Appello.
Quel giorno di fine ottobre, dopo un controllo stradale dei carabinieri lungo la via San Giuseppe di Copertino, nel territorio di Galatone, i militari avevano notato un’auto sospetta e, al loro passaggio, i due occupanti – A quel punto scattò il controllo del mezzo. Nascosti tra capi di abbigliamento, i carabinieri trovarono, tra le altre cose due “marmotte” artigianali in materiale ferroso, i 108 candelotti esplosivi di natura clandestina, un cavo di miccia.
Erano accusati di avere, in concorso tra loro, illegalmente detenuto gli esplosivi e di averli trasportati da Foggia al Salento a bordo di un’auto, portando tale materiale in luogo pubblico. Per gli inquirenti, quegli esplosivi erano stati acquistati o ricevuti già prima della partenza verso il Salento. La loro destinazione finale era con ogni probabilità legata agli assalti della “Banda della marmotta”.





