Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

Duro colpo al ‘Capo dei capi’ nel giorno del ricordo di Borsellino, sequestrato l’impero della famiglia Riina. Aziende anche in Salento

by Redazione
19 Luglio 2017 14:28
in Cronaca
0

Era il 19 luglio 1992 quando un boato squarcia il cielo di via D’Amelio, a Palermo dove abita Maria Lepanto, la mamma di Paolo Borsellino. Il giudice era sceso dalla Croma, stava per suonare il campanello quando una vecchia Fiat 126, parcheggiata davanti al civico 21 e imbottita con il tritolo, esplode uccidendo il magistrato e cinque uomini della scorta. 25 anni dopo, nel giorno dell’anniversario della strage, la seconda dopo quella di Capaci in cui perse la vita l’amico e collega Giovanni Falcone, i carabinieri del Ros e quelli del Comando Provinciale di Palermo e Trapani hanno sequestrato il ‘tesoretto’ del Capo dei Capi, beni per un valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro riconducibili al boss Totò Riina e alla sua famiglia.
  
Tre società, la villa di Mazara del Vallo in cui il capo mafia avrebbe trascorso parte della latitanza e 38 rapporti bancari. Sottoposta ad amministrazione giudiziaria per sei mesi anche l’azienda agricola del Santuario Maria Santissima del Rosario di Corleone, nella quale è stata accertata l’ingerenza di Riina e della sua famiglia nel controllo e nella gestione di un vasto appezzamento di terreno attraverso Vincenzo Di Marco, giardiniere e autista dei Riina, e suo figlio.
  
Nelle province di Lecce e Brindisi sono state, inoltre, localizzate aziende di compravendita di auto formalmente intestate al genero Antonino Ciavarello e costituite, secondo i carabinieri, con proventi illeciti. L’esame incrociato della contabilità avrebbe evidenziato una sperequazione di ben 480 mila euro, immessi per lo più in contanti ed in numerose tranche nei patrimoni sociali senza alcuna giustificazione legale.
  
L’inchiesta nasce dai redditi dichiarati negli anni, da cui è stato possibile ipotizzare l’utilizzo di mezzi e di risorse finanziarie illecite. La famiglia del capomafia, detenuto dal 1993, ha potuto contare su molto denaro, malgrado i numerosi sequestri di beni subiti nel tempo e a fronte dell’assenza di redditi ufficiali. La moglie del padrino, Ninetta Bagarella, è riuscita a emettere tra il 2007 e il 2013 assegni per oltre 42mila euro a favore dei congiunti detenuti. In carcere c’erano il figlio maggiore Giovanni, che sconta l’ergastolo, e il più piccolo, Giuseppe, ora tornato libero dopo una condanna per mafia.

Tags: sequestri-alla-mafia
Previous Post

Assistenza domiciliare integrata: accordo di programma tra ASL e Ambiti Sociali

Next Post

L’abbraccio di Martano alla famiglia di Antonio, l’imprenditore agricolo schiacciato dal trattore

Ultime Notizie

Attualità

DIGEAT, a Lecce 4 giorni di studio e confronto sul futuro

by Redazione

Parte il Digeat Festival tra Lecce e Gallipoli: 4 giorni di eventi su cybersecurity, intelligenza artificiale e tutela dei dati...

Le ‘Aquile di San Giorgio’ regalano una lavagna touch 4k ai bambini della scuola all’ospedale

Fotografia digitale e riprese video: attrezzature, accessori e gestione delle sessioni creative

Incendio nella notte a Monteroni, tre auto distrutte dalle fiamme. Danni anche alle abitazioni

Droga e riciclaggio tra Lecce e paesi limitrofi. Chieste 14 condanne

Motorsport Scorrano protagonista tra Navarra e il Rally Porta del Gargano

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026