La Cisl Fp di Lecce lancia un allarme drammatico sulla grave situazione di insicurezza e sovraffollamento all’interno della Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce. Una realtà in cui le condizioni di lavoro del personale sono arrivate al punto di rottura, mettendo a rischio la stabilità psicofisica degli operatori e la sicurezza della struttura.
I numeri del collasso: 400 agenti per oltre 1.400 detenuti
A fronte di una capienza regolamentare prevista per circa 800 detenuti, la struttura leccese ne ospita attualmente circa 1.450. A fronteggiare questo enorme carico di lavoro ci sono soltanto 400 agenti di Polizia Penitenziaria effettivi, chiamati a garantire la sorveglianza e la gestione quotidiana in condizioni di estrema criticità.
Le gravi carenze di organico toccano anche le altre figure professionali:
- Educatori: soltanto 14 lavoratori in servizio per quasi 1.500 detenuti;
- Personale amministrativo civile: circa 50 dipendenti, costantemente oberati di lavoro.
Agressioni, risse e tragici eventi: il peso dello stress e delle carenze
Il costante sovraffollamento delle celle genera una forte tensione tra i reclusi, sfociando frequentemente in aggressioni agli agenti di custodia, tafferugli, risse e drammatici tentativi di autolesionismo o suicidio. Il 26 agosto scorso, un giovane detenuto di soli 26 anni si è tolto la vita all’interno della propria cella.
Dall’altro lato, il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a turni massacranti fino a 12 ore giornaliere per sopperire alle mancanze dell’organico. Questo ritmo di lavoro sfiancante espone quotidianamente gli agenti a forti situazioni di stress e forme di esaurimento nervoso. Un quadro dolorosamente confermato dal recente tragico gesto di un giovane agente di 37 anni, che si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza.
La Cisl Fp chiede l’intervento immediato del Ministro della Giustizia
Nonostante gli sforzi profusi dalla Direzione del carcere per contenere i numeri della popolazione detentiva e sollecitare nuove risorse umane, la situazione a Borgo San Nicola rimane insostenibile.
Per questo motivo, la Cisl Funzione Pubblica di Lecce richiede con urgenza un sopralluogo del Ministro della Giustizia o di un suo delegato presso il carcere di Lecce, affinché le istituzioni centrali prendano diretta visione della gravità dei fatti e attuino interventi risolutivi non più procrastinabili.





