Si è concluso con una condanna a 3 anni e 1 mese di reclusione il processo a carico di un 55enne residente in un comune dell’hinterland di Nardò, accusato di aver insultato, minacciato e picchiato l’ex compagna e i figli al termine della loro relazione.
I giudici in composizione collegiale hanno ritenuto l’imputato colpevole del reato di maltrattamenti in famiglia. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto il risarcimento dei danni in separata sede e stabilito una provvisionale di 5mila euro a favore della parte civile, rappresentata dall’avvocato Maria Greco. Il pubblico ministero Luigi Mastroniani aveva richiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi.
Oltre dodici anni di violenze, insulti e aggressioni fisiche
Secondo le ricostruzioni dell’accusa, gli episodi di violenza si sarebbero protratti per oltre un decennio, dal 2004 fino a settembre del 2022. Gran parte delle condotte vessatorie è emersa a seguito della fine della relazione sentimentale tra i due.
L’uomo avrebbe ripetutamente offeso e aggredito fisicamente la donna con spintoni, tirate di capelli, calci e pugni, causandole continue contusioni. A seguito della denuncia presentata dalla vittima, gli investigatori hanno portato alla luce un clima di costante oppressione e violenza interpersonale.
Maltrattamenti estesi anche ai figli: punizioni corporali e violenze
Le condotte aggressive del 55enne non risparmiavano neppure i figli. Tra i vari episodi contestati, figura quello in cui uno dei ragazzi, temendo di aver perso il proprio cellulare, si era messo a cercarlo insieme al genitore; in quell’occasione, il padre lo ha colpito con violenza a titolo punitivo.
Si rimane in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza. La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Roberto De Mitri Aymone, potrà successivamente proporre ricorso in Appello.






