Non cessa la tensione all’interno della Casa Circondariale di Lecce. Nel tardo pomeriggio di Ferragosto, dopo le numerose aggressioni e i disordini registrati nelle scorse settimane nel reparto maschile, una violenta rissa è esplosa anche all’interno della sezione femminile del penitenziario salentino. Le cause dello scontro sono tuttora in fase di accertamento, ma dalle prime ricostruzioni parrebbe trattarsi di dinamiche legate a logiche di supremazia tra recluse.
L’intervento del personale di Polizia Penitenziaria ha evitato il peggio. Le agenti di servizio sono riuscite a sedare i disordini e a ripristinare l’ordine senza che le detenute riportassero conseguenze fisiche. Il bilancio è stato tuttavia pesante per il personale di sorveglianza: alcune poliziotte hanno riportato contusioni medicate nell’infermeria dell’istituto, mentre una di loro è stata trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso, dove le sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
La denuncia del sindacato e lo stato di agitazione
A rendere noto l’ennesimo episodio critico è il sindacato CNPP SPP attraverso il segretario regionale Puglia, Ruggiero Damato, che ha formalmente annunciato lo stato di agitazione di tutto il personale.
“Non possiamo più parlare di semplice emergenza, ma di una normale amministrazione non più accettabile né sopportabile. Gli episodi di violenza sono ormai quotidiani e riguardano l’intero penitenziario, sia nel settore maschile che in quello femminile”, ha dichiarato Damato.
Le richieste alle istituzioni: “Serve il commissariamento dell’istituto”
Di fronte a una situazione definita “esplosiva e fuori controllo”, il CNPP SPP sollecita un intervento immediato da parte di tutte le istituzioni competenti. Il sindacato chiede la convocazione urgente del Comitato di Sicurezza presso la Prefettura, con la partecipazione dell’Amministrazione Penitenziaria, delle altre forze dell’ordine e della politica locale e nazionale.
Tra le misure prioritari indicate da Damato figurano incremento immediato di organico, per porre fine ai turni stremanti da 10, 12 e persino 14 ore consecutive, in cui i singoli agenti sono costretti a coprire contemporaneamente fino a tre o quattro posti di servizio e una catena di comando stabile, per garantire una guida solida al personale e ripristinare la piena legalità all’interno dell’istituto, contrastando la presenza di piazze di spaccio e aggregazioni criminali.
Il segretario regionale conclude rimarcando che l’attuale degrado non è da imputare all’operato della Polizia Penitenziaria, lasciata invece in un totale stato di abbandono, e propone una soluzione drastica: il commissariamento immediato della struttura leccese per ripristinare ordine e sicurezza.





