Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

Capase e capasoni, da ‘vecchi’ contenitori per il cibo a moderni oggetto d’arredo

by Redazione
18 Agosto 2025 8:03
in Viaggi & Itinerari
0

Tutti le cercano, tutti le vogliono. Le capase non sono solo semplici giare, ma una testimonianza di un’antica arte, di un passato che racconta di famiglia e di casa. In base alle dimensioni, capase, capasoni e capaseddhi venivano usati per conservare olio, vino, alici e capperi sotto sale, fichi con le mandorle e altri alimenti in un’epoca in cui non esistevano freezer né frigoriferi. Del resto avevano una “peculiarità” quella di riuscire a mantenere la temperatura costante al loro interno senza che il contenuto si alterasse. Non solo, i capasoni erano anche “ermetici” grazie ad un piatto di creta fissato con una mistura di calce e cenere che evitava infiltrazioni dall’esterno. In basso, invece, era fissato un piccolo rubinetto chiamato “cannedda” o un turacciolo chiamato “pipolo”.

Insomma, non potevano mancare in cucina insieme alle “pignate” che servivano (e servono ancora) a cuocere legumi e carne vicino al fuoco o ai limmi.

Indispensabile un tempo, capase e capasoni, considerati pesanti e ingombranti, sono stati accantonati per fare spazio ai moderni contenitori in plastica. Meraviglie fatte a mano che rischiavano di essere dimenticate se non fossero tornate con “prepotenza” con un nuovo scopo: quello di abbellire. Basta fare una passeggiata nelle masserie, nelle trattorie tipiche salentine, nelle cantine e nei luoghi storici per notare subito questi bellissimi oggetti, ammirati dai turisti e desiderati come un gioiello prezioso. Guai, infatti, a considerarlo un manufatto povero, dato che era il ‘ripiego’ di chi non poteva permettersi materiali più nobili. Basta digitare su google “capasone” per rendersi conto di quanto questi antichi recipienti, importanti nell’antica economia agraria, siano ricercati oggi… e del prezzo.

Ricorda un po’ la storia dello Stricaturu, passato da un oggetto da bucato all’arredamento. In ogni pila ne trovavi uno. E oggi sono in tanti a chiedere cosa sia questa ‘strana’ tavoletta di legno con scanalature orizzontali, dove venivano strofinati i panni da lavare. Un rimedio infallibile per togliere le macchie, anche le più ostinate.

Previous Post

Conto alla rovescia per la Notte della Taranta, Melpignano pronto a ‘pizzicare’

Next Post

Pescoluse… la perla del Salento che incanta i turisti

Ultime Notizie

Cronaca

Movida violenta nel leccese, rissa e carenze di sicurezza, Il Questore chiude discoteca per 30 giorni

by Redazione

Il Questore di Lecce sospende per 30 giorni la licenza di una nota discoteca sul litorale ionico. Rissa tra minorenni...

Controlli a Lecce e provincia, sequestrate armi e droga nella movida

Cutrofiano, turista smarrisce borsa con 1.500 euro e la ritrova

Ritrova l’auto rubata con il Gps, 70enne lo minaccia con la pistola e viene arrestato

A Melpignano nasce “Fratelli Tutti Caffè”: quando il lavoro diventa inclusione e dignità

Furto di un borsone in spiaggia. Per la Cassazione “non è un fatto di particolare tenuità”

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026