Termina con la condanna a 2 anni di reclusione e 610 euro di multa (pena sospesa) il processo a carico di C.P., 50enne di Lecce. Parliamo della ex operatrice sociosanitaria dell’ospedale “Vito Fazzi”, accusata di avere derubato alcuni pazienti che versavano in gravi situazioni di salute. Non solo, si sarebbe appropriata di effetti personali di valore, ma anche di carte di credito che utilizzava per effettuare prelievi.
La pena è stata inflitta dal giudice Andrea Giannone, al termine del processo di primo grado. L’imputata è stata condannata al risarcimento dei danni, da quantificare in separato giudizio, in favore dell’Asl parte civile rappresentata dall’avvocato Alfredo Cacciapaglia. La Asl di Lecce aveva già provveduto al suo licenziamento. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni e la difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Stefanizzi, potrà fare ricorso in Appello.
Va ricordato che i procedimenti a carico della donna erano due ed erano stati riuniti in un unico procedimento. Riguardo il primo, l’oss era indagata a piede libero per essersi impossessata, la notte tra il 14 e il 15 dicembre del 2021, di carta di credito e pin di un paziente di 78 anni, ricoverato in gravi condizioni. La donna, dopo aver ritirato 500 euro da uno sportello bancomat, avrebbe rimesso a posto la carta. Il 5 ottobre del 2022, invece, con il pretesto di accarezzare al volto una donna colpita da un ictus e in attesa di essere ricoverata nel reparto di neurologia, sempre in base all’accusa, si impossessava della sua collana d’oro. Secondo la difesa, va detto, il monile non venne sottratto ma fu smarrito durante il ricovero e restituito.
C’è stata una successiva inchiesta per fatti analoghi — confluita in questo processo — condotta dal pm Massimiliano Carducci con gli agenti della squadra mobile di Lecce, che portò agli arresti domiciliari della donna nel maggio del 2023.





